Giappone – Tankan stabile in giugno

La fiducia tra i grandi produttori manifatturieri giapponesi è rimasta in prossimità del massimo degli ultimi due anni, mentre le aziende hanno previsto un aumento di spesa, circostanza che supporta le argomentazioni della banca centrale a favore dell’aumento dei tassi d’interesse. Il Tankan al 30 giugno resta invariato al livello di 23 punti rispetto a marzo, vicino al massimo biennale di 25 segnato a dicembre. Il risultato è in linea con le stime di consenso. La fiducia tra le imprese di servizi è rimasta al livello di 22, massimo degli ultimi 15 anni, grazie all’espansione del secondo trimestre, guidata dall’export che ha creato nuovi impieghi, sostenendo la spesa dei consumatori. Il Tankan, che in giapponese significa prospettiva economica di breve termine, è stato realizzato intervistando 10.839 aziende nel periodo compreso tra il 28 maggio ed il 29 giugno. Il consenso degli economisti, a maggioranza, prevede un rialzo dei tassi ufficiali in agosto, dopo la pubblicazione dei dati relativi alla crescita del secondo trimestre. Per contro, altri analisti ritengono che l’andamento cedente dei prezzi e la debolezza della produzione industriale spingeranno la Bank of Japan ad astenersi dal rialzo il mese prossimo.

Le grandi imprese segnalano di voler aumentare la spesa in conto capitale del 7.7 per cento nell’anno fiscale, che termina il prossimo 31 marzo, meno delle stime di consenso, poste a più 9 per cento, anche se meglio del 2.9 per cento stimato tre mesi fa. Nel 2006 le aziende giapponesi hanno aumentato l’investimento del 10 per cento, massimo degli ultimi 16 anni. Migliorano le prospettive per gli esportatori: la riduzione dei timori recessivi negli Stati Uniti e l’indebolimento dello yen contro dollaro (pari al 4.3 per cento) ed euro (5.7 per cento) nell’ultimo trimestre hanno spinto gli utili delle aziende orientate all’export, tra le quali si segnala Canon. I grandi manifatturieri si attendono lo yen al livello medio di 114.4 contro dollaro per l’intero anno fiscale, poco variato dal livello di 114.32 previsto nel Tankan al 31 marzo. La spesa in beni capitali dei grandi manifatturieri è attesa in crescita dell’11.2 per cento per l’intero anno fiscale, contro il 2.5 per cento stimato a marzo.

Le aziende continuano a vedere carenze di manodopera: l’indice della domanda di lavoro tra i grandi manifatturieri al 30 giugno ha toccato il livello di meno 6, prossimo al massimo storico quindicennale di meno 7 toccato in marzo. Un numero negativo indica la prevalenza di aziende con carenza di manodopera. La maggiore domanda domestica sta incoraggiando i fornitori di servizi ad espandere i negozi e aggiungere capacità.

Tra gli elementi che potrebbero indurre la banca centrale ad attendere prima di azionare la leva dei tassi figurano, come detto, la produzione industriale, in calo a maggio per il terzo mese consecutivo, ed i prezzi al consumo al netto di alimentari freschi, che in maggio restano negativi per il quarto mese consecutivo, a meno 0.1 per cento tendenziale. Oltre al dato segnalato oggi dal Ministero del Lavoro, che vede salari in calo per il sesto mese consecutivo. Per altri analisti, inoltre, l’attesa di rialzo dei tassi potrebbe essere indotta anche dalla condizione delle piccole e medie imprese, che non riescono a trasferire sui clienti i maggiori prezzi dei fattori. Ciò determina il deterioramento della fiducia tra piccoli produttori manifatturieri (a meno 6) ed i piccoli fornitori di servizi (meno 7). Le piccole aziende pianificano anche il taglio della spesa.

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