Stati Uniti – Il mercato del lavoro regge

I datori di lavoro statunitensi hanno aggiunto in giugno 132.000 nuovi impieghi, mentre i salari sono cresciuti ed il tasso di disoccupazione è rimasto stabile per il terzo mese consecutivo al 4.5 per cento, vicino al minimo degli ultimi sei anni, segnalando che il mercato del lavoro continuerà a sostenere il consumatore statunitense. L’incremento di occupazione segue i 190.000 nuovi posti creati in maggio. Le stime di consenso ipotizzavano la creazione di 125.000 nuovi impieghi. Di rilievo il fatto che le revisioni per aprile e maggio hanno aggiunto altri 75.000 posti di lavoro. I guadagni orari medi sono cresciuti dello 0.3 per cento, dopo il più 0.4 per cento del mese precedente, e sono in crescita del 3.9 per cento su base annuale.

Il settore dei servizi, che include banche, assicurazioni, ristoranti e dettaglianti, ha creato 135.000 nuovi impieghi lo scorso mese, dopo i 199.000 di giugno. Il settore pubblico ha creato 40.000 nuovi impieghi, maggiore crescita da settembre 2006, mentre i retailers hanno cancellato 24.200 impieghi netti, dopo i  13.200 creati in maggio. Il settore delle costruzioni, malgrado la profonda recessione, ha creato nel mese 12.000 nuovi impieghi netti. La manifattura continua il proprio trend di ridimensionamento dell’occupazione, con meno 18.000 posti (a fronte di un consenso posto a meno 11.000) dopo i 7.000 persi in maggio, anche se le ore medie settimanali lavorate dai lavoratori di produzione sono cresciute da 33.8 a 33.9.

Nel complesso, il dato appare favorevole alla prosecuzione della crescita: i guadagni di reddito dovrebbero compensare la riduzione di reddito disponibile indotta dai rialzi dei prezzi dei carburanti. Il dato non è ancora tale da determinare espliciti timori inflazionistici, ma l’andamento in ripresa dell’economia statunitense, coniugandosi con un mercato del lavoro ancora piuttosto stretto potrebbe contribuire a tenere alta la guardia della Fed.

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