Cina – La crescita più forte da 12 anni

L’economia cinese è cresciuta nel secondo trimestre al passo più rapido da 12 anni, mentre l’inflazione è aumentata, suggerendo che il governo potrebbe alzare ulteriormente i tassi ed accelerare l’apprezzamento della divisa per raffreddare la crescita. La crescita tendenziale è dell’11.9 per cento, contro attese poste all’11 per cento ed un dato del trimestre precedente all’11.1 per cento. L’inflazione è salita in giugno al 4.4 per cento, il passo più rapido da settembre 2004, superando per il quarto mese il target del 3 per cento fissato dalla banca centrale. La crescita è stata alimentata dall’investimento in fabbriche ed immobiliare, che finora il governo non è riuscito a rallentare malgrado i due rialzi dei tassi ufficiali quest’anno e restrizioni amministrative al credito.

Tra i principali driver di inflazione si segnala l’alimentare, soprattutto a causa di una carenza di suini provocata da una malattia epidemica e la crescita dei prezzi internazionali del grano. L’inflazione alimentare pesa per 2.5 dei 3.2 punti percentuali di inflazione cumulata nel primo semestre. Il governo, anche per evitare crescenti tensioni sociali, tenterà di aumentare l’offerta di pollame e limitare l’esportazione di granturco.

Nel tentativo di rendere i risparmi più attraenti, il legislatore il mese scorso ha approvato una legislazione che consentirà al governo di eliminare o ridurre l’imposta del 20 per cento sul reddito da interessi, mentre lo scorso maggio, per raffreddare il trading azionario dei privati, è stato aumentato il fissato bollato sulle transazioni azionarie.

L’investimento fisso nelle aree urbane è balzato nel primo trimestre del 26.7 per cento sull’anno precedente, da più 25.3 per cento del primo trimestre, mentre il governo cerca di stimolare i consumi alzando i salari minimi e migliorando la sicurezza sociale. Il premier Wen Jiabao auspica l’adozione di misure “moderate” per raffreddare la crescita, per evitare che un brusco arresto provochi forti tensioni sociali. Ma quanto fatto finora sembra inadeguato a raggiungere l’obiettivo di riequilibrare i crescenti squilibri macroeconomici cinesi, destinati a riflettersi sull’economia globale.

Solo il più rapido apprezzamento del cambio, contenendo il crescente surplus commerciale, potrà contribuire a ridurre l’eccesso di liquidità che si riversa nel paese, e che alimenta bolle speculative su ogni tipo di investimento, reale e finanziario.

chinagdp.jpg

Cina: crescita tendenziale del pil (clicca per ingrandire)

Annunci