I mercati scivolano su auto e creme

Dopo il tonfo di Wall Street di ieri , i mercati azionari europei hanno chiuso con ribassi intorno all’uno per cento. Oltre alle pessime notizie su Countrywide, i dati sulle vendite delle case esistenti peggiori del previsto hanno smorzato un primo tentativo di rimbalzo, dettato dai buoni risultati di Amazon e dalla chiusura record di Shanghai. Le notizie sul pessimo andamento delle operazioni di finanziamento degli LBO su Chrysler e Boots stanno ora inchiodando l’indice S&P.

Chrysler e Boots sono visti dal mercato come barometro della salute del mercato del credito ad alto rendimento, il principale supporto e finanziatore dell’ondata di fusioni ed acquisizioni che tanto ha contribuito all’ottimo andamento delle borse europee ed americane. Soprattutto il caso di Alliance Boots è preocucpante: se KKR, il “re” dei fondi di private equity, ha difficoltà ad ottenere finanziamenti per acquisire un’azienda ben gestita, ottimamente profittevole e di grandi dimensioni, tanto da far parte dell’indice FTSE100, quale futuro attende il resto del mercato?

Anche la robustezza del mercato dei tassi è apparente, perché imputabile soprattutto alla paura: in momenti d’incertezza, gli investitori escono da strumenti rischiosi per rifugiarsi nel porto sicuro dei titoli di Stato. La natura di questa mossa viene evidenziata dall’allargamento dello “swap spread“, ossia del differenziale fra il rendimento dei Titoli di Stato e il tasso swap, genericamente inteso come il tasso pagato dal sistema bancario per finanziarsi; tale differenziale indica il sacrificio in termini di rendimento che gli investitori sono disposti a subire per avere la sicurezza di un tasso totalmente privo di rischio, rispetto ad un altro solo marginalmente più rischioso. Al momento , si trova ai massimi da anni, indice del nervosismo degli investitori.

L’unica nota positiva della giornata viene dal mercato dei cambi, dove il dollaro sembra aver ripreso forza.