Capitolazione?

Le azioni statunitensi hanno aperto oggi in forte calo sulla scorta di timori per aumenti di insolvenze sui finanziamenti, crescente riluttanza degli investitori a finanziare i takeovers e delusioni sugli utili di aziende come Exxon Mobil. Nel frattempo, i costruttori D.R. Horton e Beazer Homes hanno annunciato perdite trimestrali, e le azioni delle principali banche statunitensi (Citigroup, JPMorgan Chase, Bank of America) hanno aperto in forte calo.

Un calo superiore alle attese nelle vendite di case nuove in giugno (meno 6,6 per cento, peggior risultato da inizio anno) ed il prezzo del greggio di nuovo prossimo al massimo dell’ultimo anno stanno pesando sui listini. Ieri, dieci banche sono state costrette a tenersi sui libri 20 miliardi di dollari di debito, per non essere riuscite a trovare investitori per finanziare i buyouts di Chrysler ed Alliance Boots.

L’immagine speculare di questa tormenta è il rally dei prezzi dei titoli di stato, visti come bene rifugio, i cui rendimenti sono scesi (alle 16 italiane) al 4,84 per cento sul decennale, dopo aver fatto segnare un massimo di 5,25 per cento lo scorso 12 giugno. Exxon Mobil ha comunicato un calo dell’1 per cento degli utili del secondo trimestre per effetto di cali di produzione e prezzi. L’utile per azione, cresciuto da 1,72 a 1,83 dollari grazie al programma di riacquisto di azioni proprie, è comunque stato di 13 centesimi inferiore al consenso di mercato.

I due costruttori D.R.Horton  e Beazer hanno accantonato collettivamente 1,47 miliardi di dollari per far fronte alla svalutazione dei terreni causata dal calo della domanda di nuove case, ed hanno così prodotto perdite trimestrali. La crisi di credito attualmente in atto sta poi togliendo carburante al mercato azionario: circa 3.070 miliardi di dollari di fusioni ed acquisizioni globali hanno contribuito finora a spingere Dow e S&P a nuovi massimi storici. Ieri, tuttavia, Chrysler ed Alliance Boots non sono riuscite a trovare acquirenti per 20 miliardi di dollari di prestiti per finanziare i loro buyout, lasciando il debito in carico alle banche.

Anche dal versante valutario, notizie negative: lo yen è in rafforzamento, contro dollaro ai massimi da due mesi e mezzo, ed in rialzo contro tutte le 16 divise più attivamente scambiate. Ciò suggerisce la chiusura di posizioni di carry trades, cioè di quelle operazioni generatrici di liquidità che si basano sull’indebitamento in divise a basso rendimento come lo yen o il franco svizzero per acquistare assets ad alto rendimento come il dollaro Usa, in forma di azioni, titoli di stato e corporate bonds. I timori di forti perdite sui mercati del credito sono poi ulteriormente stati acuiti dalla notizia che l’hedge fund australiano Absolute Capital Group, che investiva in CDO (obbligazioni collateralizzate da debito) ha sospeso i riscatti da due dei propri fondi, a causa della crisi dei subprime mortgages.

Unico dato positivo della giornata, il primo profitto trimestrale in due anni fatto segnare da Ford, pari a 13 centesimi per azione, contro attese per perdite di 37 centesimi. Un po’ poco per immaginare che la situazione sia destinata a stabilizzarsi in tempi brevi. La divergenza tra mercati del credito in forte ribasso e mercati azionari a nuovi massimi, pur in un contesto di nervosismo (cioè volatilità) crescente, sembra quindi essere prossima al capolinea, con la capitolazione ribassista del mercato azionario.

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2 Comments

  1. l’unica giustificazione che mi pare un po’ tirata e’ quella relativa ai risultati, visto che in media i balance sheets stanno tenendo bene (per il momento).

  2. I balance sheets sono mediamente molto sani. Ma sono anche l’ultima cosa che viene guardata quando il mercato va in deleveraging violento e si forma il convincimento che siamo comunque al picco ciclico degli utili, a livello aziendale o settoriale. Vedi Eni in questi giorni.

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