Le Fed inietta liquidità per 5 miliardi. Il mercato ne richiedeva 62

La Riserva Federale ha immesso ulteriore liquidita’ per 5 miliardi di dollari sul mercato monetario. Le richieste sono ammontate in totale a 62,15 miliardi con un’offerta prevalente in titoli di debito ipotecario. L’ennesimo segno di stress?

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Liquidity / blowup daily

Mercato del debito ancora in tensione , nonostante le Borse siano moderatamente positive , sebbene in calo rispetto alla buona apertura di questa mattina. L’epicentro del problema rimane nel medio periodo l’eccessivo indebitamento del sistema, nel breve periodo le tensioni sul mercato monetario.

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Un buon rimbalzo, grazie ai dati ed alla Fed al salvataggio

I mercati archiviano la settimana passata e iniziano quella presente con un tono positivo, nonostante i dubbi e gli interrogativi di questa fine di agosto. La motivazione è essenzialmente duplice, anche se forse valida soltanto nel breve periodo: i dati macroeconomici e l’azione delle banche centrali, arricchitasi di un nuovo elemento.

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Stati Uniti – Forte rimbalzo dei beni durevoli in luglio

Gli ordini di beni durevoli sono cresciuti in luglio del 5,9 per cento, dopo il più 1,9 percento rivisto di giugno. Al netto della voce trasporti, l’incremento è del 3,7 per cento, nuovo massimo da agosto 2005. L’incremento di attività in manifattura, stimolato da minori livelli di scorte ed accresciuta domanda all’export, potrà contribuire a far crescere un’economia alle prese con il credit crunch indotto dalla peggior recessione immobiliare da 16 anni. Le stime di consenso ipotizzavano un incremento complessivo dell’1 per cento, e dello 0,6 per cento al netto dei mezzi di trasporto (auto ed aerei).

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Se quaranta vi sembran pochi

LA BCE ha appena iniettato altri quaranta miliardi di euro di liquidità nel sistema, dopo le aggiunte dei giorni scorsi. Questa volta, tuttavia, il denaro verrà prestato a tre mesi e non ad una settimana, fornendo una stampella di medio periodo al sistema bancario. Contemporaneamente, la Banca Centrale ha suggerito che sarebbe ancora dell’opinione di alzare comunque i tassi a settembre.
La mossa cerca di rinforzare un messaggio preciso: siamo qui per evitare che la crisi di liquidità possa portare a danni nel sistema dei pagamenti ed all’economia reale, ma la politica monetaria non diventerà ostaggio delle ubbie degli speculatori. Staremo a vedere se il segnale, decisamente poco ortodosso, sarà ascoltato.

Rimane, piccolo piccolo, un interrogativo: perché la BCE si sta impegnando con cifre circa 10 volte maggiori rispetto a quelle delle banche centrali giapponesi? Il sistema bancario tedesco, che sta uscendo con una reputazione per investimenti ai limiti dell’idiozia, è davvero messo tanto male da non trovare finanziatori al di fuori del Continente?