Giappone – Rallenta la crescita nel secondo trimestre

La crescita economica giapponese è rallentata nel secondo trimestre oltre le attese degli economisti, rendendo meno probabile l’eventualità di un rialzo dei tassi la prossima settimana, anche dopo il credit crunch globale sperimentato la scorsa settimana. La crescita annualizzata è stata di solo lo 0,5 per cento, da 3,2 per cento del primo trimestre, mentre le stime di consenso ipotizzavano una crescita dello 0,9 per cento. Oggi, la Bank of Japan ha iniettato 600 miliardi di yen nel sistema finanziario, un importo “normale” dopo i 1000 miliardi forniti nella sola giornata del 10 agosto. Dal 9 agosto, la probabilità di un rialzo dei tassi è passata dal 75 al 32 per cento, in base ai tassi impliciti nei futures sui depositi. Alcuni analisti hanno deciso di posporre la previsione di rialzo dei tassi al meeting della BoJ del 18-19 settembre. Il deflatore del pil, un’ampia misura dei cambiamenti di prezzo, è sceso dello 0,3 per cento annuale, contro attese per un meno 0,4 per cento, mentre il deflatore domestico, visto come un indicatore chiave delle tendenze di prezzo, è cresciuto dello 0,2 per cento, terzo incremento negli ultimi nove anni, un dato rassicurante circa l’uscita dalla deflazione.

Ancora debole l’attività dei consumatori, la cui spesa è cresciuta dello 0,4 per cento trimestrale, dimezzando il passo del primo trimestre. I consumatori stanno perdendo incentivo alla spesa a causa di salari cedenti e maggiore tassazione: il sentiment delle famiglie è sceso in luglio al minimo da due anni ed i salari sono diminuiti per il settimo mese, anche se il tasso di disoccupazione è sceso al minimo da nove anni del 3,7 per cento. I salari in calo stanno riducendo le pressioni inflazionistiche: i prezzi al consumo al netto degli alimentari freschi sono calati in giugno dello 0,1 per cento annuale, quinto calo mensile. Nel secondo trimestre l’invstimento in beni capitali è aumentato dell’1,2 per cento, contro lo 0,3 per cento nei primi tre mesi, e le aziende sono attese aumentare la spesa per macchinari in questo trimestre, sulla scia di maggiore domanda estera. Il contributo dell’export al pil è stato dello 0,1 per cento, contro attese per un dato invariato. Tra gli altri dati, le scorte hanno sottratto lo 0,1 per cento alla crescita, contro attese per un dato invariato.

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