Area Euro – Timori di stagflazione?

I dati di fiducia dell’economia di Eurolandia, pubblicati oggi dalla Commissione Europea, si posizionano nella parte bassa del range di aspettative. Il dato complessivo di fiducia cala di 3 punti in settembre, al livello di 107,1 da 110 in agosto. L’indicatore di clima di business peggiora sensibilmente, da 1,37 a 1,09. La fiducia industriale passa da 5 a 3 punti, per effetto della valutazione di debolezza degli ordinativi. La forza dell’Euro sta evidentemente iniziando ad esercitare un impatto negativo sulle attese di crescita delle esportazioni. Anche l’indicatore di fiducia del settore dei servizi flette, da 20 a 18. Piuttosto sorprendentemente, migliora lievamente la fiducia nel settore delle costruzioni, passando da meno 1 a zero. In flessione anche la fiducia dei consumatori, da meno 4 a meno 5. La domanda resta sempre la solita: riusciranno i consumi a diventare motore della crescita? Continua a leggere “Area Euro – Timori di stagflazione?”

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Chuck Norris e la crisi dei mercati

L’attore americano Chuck Norris è stato coinvolto negli ultimi anni da un fenomeno di Internet noto col nome inglese Chuck Norris Facts (“fatti su Chuck Norris”). Attraverso numerosi media legati a Internet (e-mail, newsgroup, siti Web) vengono continuamente diffuse, a scopo goliardico, notizie inventate e inverosimili su di lui. Molte di esse hanno a che vedere con la forza, la mascolinità e l’abilità nelle arti marziali di Norris, esagerate con intenti umoristici. Il columnist di Bloomberg Mark Gilbert ha raccolto e adattato una serie di questi “facts” che circolano nel mondo della finanza e riguardano l’attuale crisi (qui la versione inglese). Di seguito eccone alcuni, tradotti e commentati.

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Stati Uniti – Male i beni durevoli in agosto

Gli ordini di beni durevoli sono calati in agosto del massimo da sette mesi. Il calo del 4,9 per cento complessivo segue l’incremento del 6,1 per cento del mese precedente. Al netto dei mezzi di trasporto il calo è dell’1,8 per cento, dopo il più 3,4 per cento di luglio. Queste ampie variazioni testimoniano della grande volatilità di questa serie storica, ma la persistente recessione immobiliare e le difficoltà di accesso al credito potrebbero raffreddare la domanda pur in presenza di una rilevante crescita dell’export (favorito dalla debolezza del dollaro) e di livelli di scorte ancora contenuti.

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Germania – Indice IFO ai minimi da 19 mesi

La fiducia delle imprese tedesche è calata in settembre al minimo da 19 mesi dopo che l’apprezzamento dell’euro ha ridotto le prospettive di crescita per la maggiore economia di Eurolandia. L’indice è sceso al livello di 104,2, minimo da febbraio 2006, da 105,8 in agosto ed a fronte di attese poste al livello di 105. L’ascesa dell’euro al nuovo record storico di 1,4130, ieri, minaccia di danneggiare l’export tedesco: ieri l’istituto di ricerca IW ha tagliato le stime di crescita tedesca per il prossimo anno (da 2,5 a 1,9 per cento), citando la forza dell’euro, che in poco più di un mese si è rivalutato sul dollaro di circa il 5 per cento e la turbolenza di mercato, che incide sulle condizioni di finanziamento.

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Quanto è credibile – od utile – la “Bernanke put”?

La mattina immediatamente successiva ad un aggressivo tagli dei tassi si dovrebbe assistere ad un ritorno alla calma e soprattutto all’ottimismo, almeno da parte delle grandi banche. In fondo, l’azione della Fed era diretta proprio al settore finanziario in senso stretto, dove il mercato della liquidità e quindi il sistema dei pagamenti rischiavano d’essere a rischio d’ingolfamento, con le conseguenze a cui abbiamo assistito in Gran Bretagna. Ma le cose potrebbero non andare come previsto.

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San Ben Bernanke

La Federal Reserve ha tagliato i tassi di mezzo punto, dando per il momento ossigeno al mercato e suggerendo la rinascita della Greenspan Put in versione riveduta e corretta. Il settore bancario sta approfittando in pieno della ritrovata euforia per raccogliere risorse a medio e lungo termine: nelle prime quattro ore di trading, Unicredito, Deutsche Bank, RBS e Commerzbank hanno annunciato nuove emissioni. Scarsa fiducia nella possibilità che la sola politica monetaria possa risolvere questa crisi?

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