Raccolta degli hedge fund in rosso – causa od effetto della crisi?

Ieri sono stati pubblicati alcuni dati sulle richieste di riscatto nel settore degli hedge fund, ossia di restituzione dei fondi investiti : siamo al livello peggiore da sette anni.  Nonostante l’importanza data dalla stampa ai problemi degli hedge fund, tuttavia, il dato potrebbe avere meno importanza del previsto.


Mentre in un fondo comune occorrono da due a tre giorni per ottenere il pagamento in contanti del valore di riscatto della quota, ottenere indietro i propri soldi da un hedge fund è un processo meno lineare e meno uniforme. Normalmente infatti è necessario presentare richiesta con un certo anticipo e soltanto in alcuni periodi temporali; inoltre, la liquidazione è ritardata, spesso da uno a tre mesi. La ragione addotta per tali meccanismi è la natura degli investimenti degli hedge fund, spesso attività poco liquide e non facilmente vendibili in brevissimo tempo, oppure non frazionabili agevolmente: mentre per far fronte a riscatti di piccole quote è semplice ed immediato vendere poche azioni quotate alla volta, per controvalori modesti, non è il caso per strumenti che trattano per quantitativi minimi di milioni di euro.

Il risultato è che il pubblico sta ottenendo soltanto ora i dati sui flussi nel settore a luglio, che tuttavia si riferiscono alle richieste di rimborso di Maggio e Giugno, appena prima della fase più acuta della crisi. I dati non sono confortanti: a fronte di 23 miliardi di nuovi investimenti, si sono avuti 55 miliardi di riscatti; i 32 miliardi di deflussi netti sono il risultato peggiore dal 2000.

Potrebbe essere soltanto l’inizio, visto il pessimo andamento dei mercati nei mesi da giugno ad agosto? Non necessariamente. Innanzitutto, il dato è un indicatore ritardato, ma solo per il pubblico in generale: i gestori degli hedge fund hanno già in mano per i propri fondi i dati relativi alla raccolta di agosto e settembre, grazie alla necessità di notifica anticipata; il pessimo andamento di molti mercati in questo periodo è quindi probabilmente dovuto anche all’attività di forte riduzione di posizioni in previsione di tali rimborsi; molte delle liquidazioni e perdite necessarie per fronteggiare la richiesta di rimborsi  potrebbe già essere alle nostre spalle.

In secondo luogo, i risultati del  settore sono sicuramente negativi, ma non certo terrificanti,  rispetto all’andamento dei mercati: si stima una performance negativa del 3 per cento nel mese di agosto, sicuramente pesante ma ancora all’interno della norma, per un settore estremamente volatile.

In ogni caso, il settore degli hedge fund è stato sicuramente preda di una bolla speculativa, con troppi attori professionalmente non all’altezza delle laute commissioni intascate; una crisi  che si sta sgonfiando grazie a normali meccanismi di mercato – una correzione di questo tipo è una normale crisi di mercato, in una prospettiva di medio termine.

Quello che potrebbe avere conseguenze tali da tramutare una correzione in una crisi  vera e propria  non sono i nuovi arrivati, ma la “vecchia guardia ” del mercato: le banche commerciali, in una ripetizione del copione già visto in molte altre crisi bancarie.

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