Stati Uniti – Il mercato del lavoro cede in agosto

L’economia statunitense  ha inaspettatamente distrutto occupazione in agosto, per la prima volta in quattro anni. I datori di lavoro hanno tagliato 4000 impieghi, contro una creazione netta di 68.000 posti (rivista al ribasso, dagli originari 92.000) in luglio. Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 4,6 per cento, ma solo grazie all’uscita dalla forza-lavoro di 600.000 persone. Il numero di occupati è un indicatore posticipatore della congiuntura, ma il dato di oggi potrebbe indicare il punto d’inizio di una contrazione, alzando la probabilità di un taglio al tasso sui Fed Funds, nel meeting della Fed del 18 settembre.

Le stime di consenso ipotizzavano una creazione di 100.000 nuovi impieghi, e la revisione del bimestre giugno-luglio ha determinato una minore creazione di 81.000 impieghi rispetto alle stime iniziali. I salari sono aumentati in agosto del 3,9 per cento su base annua.

La distruzione di occupazione si è verificata soprattutto nei settori manifatturiero, costruzioni e governativo. Il primo ha ridotto i salariati di 46.000 unità, peggior risultato da luglio 2003, e contro attese per una riduzione di 10.000 impieghi. Nel settore delle costruzioni sono stati cancellati 22.000 impieghi, dopo i 14.000 di luglio. Più inattesa la riduzione di occupati del settore pubblico, pari a 28.000 unità. Il settore dei servzi, che include banche, assicurazioni, ristorazione e retailers ha aggiunto 60.000 impieghi, dopo i 78.000 di luglio.

Nel frattempo, proseguono le evidenze aneddotiche di altri tagli alla forza lavoro nel settore finanziario più direttamente legato alla origination dei mutui, e dopo che almeno 15 società erogatrici di mutui hanno cercato la protezione dai creditori e circa 50 hanno smesso di prestare o sono state chiuse.

Annunci