Rally time e dragoni con la Febbre

Giornata positiva sui mercati del credito, oltre che sul mercato azionario. Buone notizie sul rifinanziamento della carta commerciale in scadenza sul mercato europeo, lo yen si sta indebolendo, il mercato comincia a credere ad un taglio di un intero punto percentuale da parte della Fed e JPMorgan avrebbe trovato dei compratori per la parte più rischiosa del debito generato dall’LBO su Boots. La notizia migliore è l’ultima. Le uniche nubi arrivano dall’Asia, dove il rischio inflazionistico minaccia l’economia globale.

Questa è una crisi nata dall’eccessiva facilità di concessione del credito, non da problemi industriali. Purtroppo, First Data, l’altro maxi-deal che sarebbe dovuto partire in questi giorni rischia invece l’ennesimo rinvio, a causa del rifiuto di KKR, nuovo proprietario di First Data, di riscrivere le garanzie sul debito.

Sul fronte del mercato monetario, metà della carta commerciale in scadenza sul mercato europeo oggi sembra essere stata rifinanziata, mentre l’altra metà verrà sostituita da prestiti bancari a breve, riducendo i rischi di ulteriori liquidazioni indiscriminate di portafogli almeno per qualche giorno. Anche l’indebolimento dello yen suggerisce una pausa nello smantellamento delle posizioni legate al carry trade.

Sullo sfondo, ignorata ancora dal grande pubblico, la possibilità di una fiammata inflazionistica, ossia l’unica eventualità che potrebbe scatenare una vera recessione; se la Cina comincerà ad esportare inflazione e non prodotti a buon mercato, s’incepperà il meccanismo che ha garantito tassi di crescita molto più che soddisfacenti all’intera economia globale. Un aumento dell’inflazione a livello globale porterebbe ad un aumento dei tassi d’interesse a lungo termine, con effetti deleteri sui conti aziendali, ma soprattutto porterebbe ad una distorsione sistematica delle decisioni d’investimento e di consumo. La lezione degli anni’70 è purtroppo chiara, in proposito.

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