Stati Uniti – Deboli le vendite al dettaglio in agosto

Nella giornata in cui la Cina annuncia l’ennesima stretta monetaria, la pubblicazione dei dati statunitensi sulle vendite al dettaglio di agosto (le prime interessate dalla crisi di credito e liquidità dei subprime) conferma la debolezza già riscontrata nel mercato del lavoro. L’incremento complessivo delle vendite al dettaglio è pari allo 0,3 per cento mentre, al netto delle auto, si registra un calo dello 0,4 per cento.

L’ulteriore aggregazione dei dati, definita come core retail sales (cioè il totale delle vendite al dettaglio al netto di auto, carburanti e materiali da costruzione) mostra un incremento dello 0,1 per cento, contro un aumento (rivisto al rialzo) dello 0,8 per cento di luglio e una media mensile dello 0,7 per cento nel periodo maggio-luglio.

In agosto si è verificato un taglio dei listini prezzi delle auto (che potrà verosimilmente influire positivamente sul dato dei prezzi al consumo di agosto, in pubblicazione la prossima settimana) ed un calo dei prezzi dei carburanti. Questi dati di vendite al dettaglio sono compatibili con una crescita reale della spesa dei consumatori pari al 3 per cento nel terzo trimestre, superiore alle stime di consenso (poste intorno al 2,5 per cento). Tuttavia, questo dato è frutto della media tra un dato di luglio delle vendite al dettaglio (che ha beneficiato di robuste revisioni al rialzo) ed uno di marcata debolezza di agosto.

Altro dato negativo appare quello relativo alla produzione industriale di agosto: in aumento dello 0,2 per cento, ma soprattutto grazie alla produzione delle utilities in quello che è stato uno dei venti mesi di agosto più caldi dal 1895, circostanza che ha spinto la produzione di energia elettrica per climatizzazione. Per contro, la produzione mineraria (che include l’estrazione petrolifera) è calata dello 0,6 per cento e quella manifatturiera, che rappresenta circa il 70 per cento dell’output industriale, è diminuita dello 0,3 per cento.

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