Liquidity daily

Il mercato del credito sembra, per il momento, aver interrotto la propria caduta: le aspettative sono ormai talmente ridotte da permettere di definire come positivo ogni sviluppo non catastrofico degli eventi. E’ il mercato azionario ad essere per il momento ancora relativamente ottimista.


Le tensioni sul mercato interbancario sembrano migliorare, mentre anche il segmento dei Commercial Paper in US sembra avviato verso la stabilizzazione.
Tali segnali corrispondono da un lato, all’avvio del riordino dei portafogli e alle operazioni “verità” di alcune banche contribuendo alla riduzione dell’avversione al rischio, dall’altro alla determinazione delle banche centrali nell’agevolare il mercato interbancario con immissioni di liquidità e azioni sulle riserve obbligatorie: Jeffrey M. Lacker, presidente della Fed di Richmond, ha fatto notare come le banche possano presentare anche prestiti su barche da diporto come pegno per ottenere liquidità.

La vicenda di Northern Rock dimostra da un lato che i problemi sul settore immobiliare non sono limitati agli USA, ma anche la volontà delle banche centrali di agire tempestivamente per non rischiare danni all’infrastruttura del sistema dei pagamenti: a pagare saranno azionisti e management, ma non depositanti e mutuatari.

La settimana calda per il mercato della commercial paper sembra essersi risolta in maniera relativamente positiva: è stata rifinanziata il 90% della carta commerciale verso aziende industriali ed il 72% di quella emessa da veicoli finanziari. Il risultato è confortante: le difficoltà nel campo dell’ingegneria finanziaria non stanno impedendo al settore industriale di mantenere fondi per le proprie operazioni ordinarie.

Da osservare per i prossimi giorni: il taglio della Fed (25 punti base sarebbero visti positivamente, un taglio ulteriore rischia di essere interpretato come un segnale di panico), i dati sull’inflazione negli USA (un aumento dei prezzi toglierebbe libertà di manovra all’istituto di emissione) ed i risultati dei grandi broker americani, dai quali ci si attendono pesanti svalutazioni.

Sul fronte del mercato credito vero e proprio, il fatto che si siano trovati dei compratori per il debito di Boots è sicuramente incoraggiante, anche se il vero test sarà il collocamento del deal di First Data. Lo sforzo per riaprire il mercato è notevole: le banche coinvolte nelle due operazioni sono pronte ad accettare perdite significative e sono disposte a vendere soltanto una parte delle emissioni, pur di segnalare di poter ricominciare a vendere rischio di credito.

Annunci