Bear Stearns, dimezzati e contenti. Goldman, raddoppiati, ma non sempre felici

Non capita spesso che una banca annunci un crollo degli utili del 61% da un trimestre all’altro e il prezzo delle proprie azioni rimanga invariato, ma è quello che è accaduto ieri a Bear Stearns.

Il motivo è semplice: Bear Stearns è la banca d’affari americana più dipendente dal mercato del credito per i propri risultati; che non sia andata in perdita nonostante la peggior crisi del mercato negli ultimi anni è un risultato notevole di per sé e costituisce un buon segnale anche per il resto del settore.

Contemporaneamente, anche Goldman Sachs ha riportato risultati, enormemente superiori alle aspettative. La banca, in totale ed in conto proprio, aveva una posizione “corta” sul mercato dei mutui, ossia tale da profittare in caso di cali del mercato. Una gradevole conferma, per i propri gestori, della fama d’investitori di abilità quasi demoniaca. Una beffa, per gli investitori nel fondo comune più prestigioso gestito da Goldman Sachs ( che non vi aveva investito capitale proprio), il global Alpha fund sceso del 30% nello stesso periodo. E’ facile immaginare che i fortunati investitori nel fondo, riservato ai clienti VIP della banca d’affari, si stiano chiedendo il motivo di questa “lieve” divergenza nella performance.

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