Germania – Indice IFO ai minimi da 19 mesi

La fiducia delle imprese tedesche è calata in settembre al minimo da 19 mesi dopo che l’apprezzamento dell’euro ha ridotto le prospettive di crescita per la maggiore economia di Eurolandia. L’indice è sceso al livello di 104,2, minimo da febbraio 2006, da 105,8 in agosto ed a fronte di attese poste al livello di 105. L’ascesa dell’euro al nuovo record storico di 1,4130, ieri, minaccia di danneggiare l’export tedesco: ieri l’istituto di ricerca IW ha tagliato le stime di crescita tedesca per il prossimo anno (da 2,5 a 1,9 per cento), citando la forza dell’euro, che in poco più di un mese si è rivalutato sul dollaro di circa il 5 per cento e la turbolenza di mercato, che incide sulle condizioni di finanziamento.

Per ora, tuttavia, la vigorosa espansione asiatica sembra ancora in grado di compensare il rallentamento statunitense. A livello di dettaglio, il declino complessivo dell’indice riflette sia il calo nelle condizioni correnti che nelle aspettative. Le prime sono diminuite da 111,4 a 109,9. A livello settoriale, la diminuzione appare piuttosto omogenea, ma è più marcata soprattutto nel settore del commercio al dettaglio, passato da meno 4,3 a meno 12,9. Da notare che l’indice IFO non include il settore dei servizi che ha evidenziato, nell’ultima survey PMI, una flessione piuttosto accentuata. Nel complesso, il dato suggerisce che l’economia continua a rallentare, sia pure in modo graduale. Non sorprende che il settore manifatturiero non risponda immediatamente agli sviluppi dei mercati finanziari, ma il rischio è che le condizioni di finanziamento finiscano col frenare gli investimenti. In questa prospettiva, l’indebolimento della fiducia dei consumatori aumenta il rischio che la frenata della domanda possa manifestarsi più rapidamente del previsto.

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