Stati Uniti – Nuovi cantieri ai minimi dal 1993

I nuovi cantieri negli Stati Uniti sono diminuiti in settembre al minimo da marzo 1993. Il calo annualizzato del 10,2 per cento, a 1,191 milioni di unità, segue il livello di 1,327 milioni del mese precedente. Al contempo, il numero di nuove licenze edilizie è diminuito del 7,3 per cento, a 1,226 milioni di unità annualizzate. I maggiori costi ipotecari e le restrizioni agli standard creditizi sono destinati a deprimere ulteriormente le vendite di abitazioni e minacciare ulteriormente la congiuntura, spingendo alla fine la Fed ad un ulteriore taglio dei tassi. Le stime di consenso ipotizzavano un calo al livello di 1,28 milioni di unità per i nuovi cantieri e 1,285 milioni per le licenze edilizie.

Il maggior calo si è registrato nelle abitazioni multifamilari (meno 34 per cento annualizzato), a fronte di un meno 1,7 per cento nelle costruzioni di abitazioni unifamiliari. A livello geografico il maggior calo (28 per cento) si registra nel Midwest, mentre nel Northwest si verifica un balzo del 45 per cento. Il numero di unità autorizzate ma non ancora iniziate è calato del 4,2 per cento. L’indice NAHB-Wells Fargo di fiducia dei costruttori è calato al minimo record di 18, a fronte di un livello medio di 42 registrato nel 2006. Livelli inferiori a 50 indicano che i rispondenti considerano “scarse” le condizioni di attività del proprio settore.

Il settore delle costruzioni è colpito negativamente dalle cancellazioni da parte degli acquirenti, mentre le foreclosures (cioè le esecuzioni forzose ed i pignoramenti immobiliari) sono progressivamente alimentate dalla incapacità dei debitori subprime di onorare il servizio del debito in occasione del reset della rata. La National Association of Realtors ha tagliato, la scorsa settimana, la propria stima di vendite per la decima volta quest’anno, portandola ad una contrazione del 24 per cento per le abitazioni nuove, nuovo minimo decennale, e dell‘11 per cento per le case esistenti.

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