Regno Unito – Gli sconti stimolano le vendite al dettaglio

Le vendite al dettaglio britanniche sono cresciute in settembre oltre le attese, anche per effetto dei maggiori sconti praticati da quasi tre anni. L’incremento è dello 0,6 per cento (ricordiamo che il dato britannico è espresso in terini reali), dopo il più 0,7 per cento di agosto, e si raffronta ad attese per un incremento di solo lo 0,1 per cento. Lo stimolo alle vendite può essere rintracciato nel dato sulla variazione dei prezzi nei negozi, pari nel corso del 2007 all’1,5 per cento, nuovo massimo da gennaio 2005. Ma non è detto che questa spinta agli acquisti sia destinata a proseguire, anche considerando l’ascesa dei tassi e le generali restrizioni nella concessione di credito.

Le vendite sono aumentate in tutte le categorie merceologiche, ad eccezione di quelle online e da catalogo. Rispetto all’anno precedente, l’incremento è pari al 6,3 per cento, massimo da settembre 2004. Gli sconti stanno stimolando le vendite, ma anche mettendo sotto pressione i margini, come si ricava da alcune evidenze aneddotiche. Un elemento a sostegno delle vendite viene tuttavia dal dato di disoccupazione, scesa in settembre al minimo da due anni e mezzo, e dall’accelerazione delle retribuzioni.

In settembre l’inflazione è rimasta per il terzo mese consecutivo sotto il target della banca (posto al 3 per cento), fissandosi ad un tendenziale di 1,8 per cento, mentre il deflatore implicito, una misura delle variazioni annuali dei prezzi, è sceso per il terzo mese consecutivo, e ha raggiunto il meno 6,4 per cento annuale, il massimo dall’inizio delle rilevazioni, nel 1986. Le ultime stime di crescita prevedono un rallentamento dal 3,1 al 2,3 per cento nel 2008, per effetto cumulato dei cinque rialzi dei tassi avvenuti in un anno (e che stanno pesando sull’immobiliare) e dello stock di debito in capo alle famiglie, pari a 1,4 miliardi di sterline.

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