Area Euro – Inflazione al massimo da due anni

L’inflazione europea ha accelerato in ottobre oltre le attese, mentre la fiducia nell’economia è diminuita. Due dati che potrebbero acuire il dilemma di politica monetaria della Banca Centrale Europea. La stima preliminare dell’inflazione tendenziale nei 13 paesi dell’Euro è cresciuta al 2,6 per cento, dal 2,1 per cento di settembre. Ben oltre la stima di consenso, posta al 2,3 per cento. Al contempo, l’indice di fiducia di dirigenti e consumatori è sceso a 105,9 in ottobre, da 106, 9 del mese scorso, con consenso posto a 106,5.

Il balzo dell’80 per cento nel prezzo del greggio da metà gennaio sta alimentando l’inflazione, che la Bce punta a contenere entro il 2 per cento. Al contempo, l’istituto di Francoforte sta cercando di valutare l’impatto della crisi globale dei subprime, che ha spinto al rialzo in tutto il pianeta i costi di indebitamento, e minaccia di frenare la crescita economica.

La disoccupazione in area Euro è scesa in settembre al 7,3 per cento da 7,4 per cento (rivisto al rialzo dall’originario 6,9 per cento, per revisione dell’intera serie storica) di agosto. Anche l’apprezzamento dell’euro verso le principali monete sta esercitando una pressione al rallentamento congiunturale: su base media ponderata, la divisa unica si è apprezzata nell’ultimo anno del 5,8 per cento sulle 24 valute dei principali partner commerciali.

Nel dato vi è un effetto-confronto negativo con il mese di ottobre 2006 (quando il tendenziale era all’1,6 per cento) che ha contribuito ad innalzare il dato. Pur considerando tale circostanza, per la Bce non si prospetta un periodo tranquillo.

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