Super senior, super problema?

Nel momento in cui assistiamo ad un’altra ondata di allargamenti dei premi al rischio, soprattutto nel settore bancario, Merrill Lynch ha per la prima volta evidenziato un ulteriore problema rimasto latente sino ad oggi: le esposizioni alle tranches super senior.

All’interno della struttura di un CDO, la tranche super senior è la parte di debito teoricamente meno rischiosa in assoluto, quella “meglio che AAA”; in teoria, quasi tutto il rischio di insolvenza degli strumenti che producono reddito per il CDO dovrebbe essere sopportato dalle tranches sottostanti. Sfortunatamente, vista la sorte di certe tranche “sicurissime”, passate dal giorno alla notte ad avere un rating di poco superiore ai junk bond, ci si comincia a chiedere se anche le tranche super senior non nascondano qualche sorpresa.

Si tratta di esposizioni al rischio tradizionalmente non menzionate dalle banche quando si parla di finanza strutturata e di crisi del credito, perché si tratta di derivati non aggregati nelle esposizioni a bilancio legate al subprime. La prima banca ad avere annunciato l’esposizione netta e’ stata Merrill Lynch alla fine di ottobre ed in seguito altre banche si sono allineate a Merril (UBS, Deutsche Bank, Citigroup ieri), mentre altre hanno dichiarato esposizioni “minime” (Credit Suisse).

Le classi super senior sono molto comuni tra le esposizioni delle istituzioni bancarie e assicuratori monoline, anche a causa del rischio di insolvenza teoricamente nullo; esiste quindi un evidente rischio di ulteriori svalutazioni, che dovrebbero essere rese pubbliche dalle banche con sede negli USA entro la fine dell’anno fiscale americano che cade il 30 novembre (con le pubblicazioni degli utili attese per metà dicembre); in questa situazione si potrebbero trovare, ad esempio, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Lehman, Bear Stearns. Stessi rischi per le banche US che hanno comunicato gli utili del terzo trimestre prima di Merrill Lynch(JPMorgan e Banc of America, ad esempio).

Queste massicce svalutazioni indeboliranno ulteriormente le strutture patrimoniali delle banche e la conseguente necessità di ulteriore raccolta di capitale tramite un aumento dell’emissione di subordinati bancari (cosiddetti T1 e T2) durante i primi mesi del 2008, per rafforzare i ratios; le condizioni di mercato a quel tempo potranno fare la differenza fra un ordinato sviluppo ed il panico.

Per quanto attiene alle banche europee, solo CASA e KBC hanno riportato esposizioni a ABS/CDO super senior tranches. E’ disponibile un riepilogo di esposizioni nette e svalutazioni, a includendo supersenior ABS/CDO

Per ora, il problema della valutazione degli stock di credito e gli effetti della crisi subprime sembra essere, in generale, contenuto all’interno del settore finanziario. Le economie europee sembrano abbastanza equilibrate, persino gli USA, nonostante la crisi del mercato immobiliare, riescono a mantenere tassi di crescita relativamente elevati e quelle asiatiche semplicemente corrono al galoppo, il tutto senza generare eccessive spinte inflazionistiche, almeno al momento. Il sentiero per una soluzione del problema finanziario che non distrugga gli enormi vantaggi derivanti dall’innovazione finanziaria e non danneggi l’economia reale esiste ancora, ma sembra essere diventato più stretto rispetto a quanto immaginato solo pochi giorni fa.

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