Stati Uniti – Il deficit commerciale continua a ridursi

Il deficit commerciale statunitense nel mese di settembre si è inaspettatamente ridotto grazie ad esportazioni record, dando all’economia un po’ di respiro a fronte del continuo aggravamento della crisi immobiliare. Il deficit è diminuito dello 0,6 per cento, a 56,5 miliardi di dollari, il miglior risultato da maggio 2005, rispetto ai 56,8 miliardi di agosto (rivisto dagli iniziali 57,6 miliardi). Il dato è quindi destinato a determinare revisioni al rialzo delle stime di crescita per il terzo trimestre. Le stime di consenso ipotizzavano un ampliamento del deficit a 58,5 miliardi di dollari.

L’export ha raggiunto nuovi massimi per il settimo mese consecutivo, grazie all’effetto congiunto di  un dollaro più debole e crescita robusta dei principali partner commerciali degli Stati Uniti. L’incremento dell’export è stato dell’1,1 per cento, ed ha beneficiato quasi tutti i settori, inclusi alimentari, materie prime, auto e beni di consumo. La crescita delle esportazioni è peraltro stata frenata da un calo nelle consegne di velivoli commerciali, che probabilmente è stato il riflesso di minori consegne da parte di Boeing, scesa da 30 a 23 aerei.

L’import è aumentato dello 0,6 per cento nominale, spinto da petrolio greggio, auto e computer. Il prezzo del petrolio importato è cresciuto in settembre alla media record di 68,51 dollari al barile, ma l’accresciuto costo unitario è stato attenuato da un calo nei volumi importati, mantenendo la bolletta petrolifera, in termini nominali, poco variata.

Da gennaio 2006, il dollaro si è deprezzato dell’8 per cento contro un paniere di valute dei principali partner commerciali degli Stati Uniti.

Con il dato di oggi, la crescita del terzo trimestre, a parità di ogni altra condizione, potrebbe essere rivista al rialzo, da 3,9 a 4,1-4,2 per cento. Sfortunatamente, mai come oggi questo dato appartiene al passato.

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