E*Trade: banca virtuale + subprime reali= depositi in dissolvenza?

Secondo un report di ieri emesso da Citigroup, E*Trade Financial è la prima banca new economy a rischiare un problema molto old economy: la corsa agli sportelli per chiudere i conti. Per ora, non si è visto nervosismo fra i correntisti, ma il panico ha contagiato gli investitori: l’azione ha perso il 59% nella giornata di ieri (dopo aver perso il 61% dall’inizio dell’anno).

La ragione fondamentale delle preoccupazioni risiede nel problema del momento: gli investimenti della banca in CDO garantiti da subprime loans.

E*Trade è nata come broker online ed ha successivamente ampliato i propri servizi, offrendo anche servizi tipicamente bancari quali conti correnti e depositi. Non prestando direttamente denaro, investe la liquidità sul mercato per guadagnare interessi da corrispondere ai correntisti. Parte degli investimenti sono stati in ABS e CDO garantiti da mutui subprime. La banca ha circa 29 miliardi in depositi, di cui 15 miliardi circa sono sopra i 100.000 dollari e quindi non sono coperti dal fondo di assicurazione depositi. Secondo Prashant Bhatia di Citigroup, il rischio di una fuga di questi capitali dalla banca è reale, vista la reticenza di E*Trade nel dichiarare l’entità degli investimenti in profondo rosso e la loro composizione. La sua opinione non è condivisa da gran parte del mercato, ma sicuramente la reazione dell’azione ad una semplice ricerca da parte di un altro broker ha reso chiaro quanto nervosismo esista.

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