Proviamo con i materassi?

”L’impatto delle turbolenze sugli aggregati monetari e creditizi è risultato evidente nella significativa riduzione, in agosto e settembre, delle consistenze di quote e partecipazioni in fondi comuni monetari per circa 25 miliardi”. Lo rivela la Bce nell’ultimo bollettino mensile aggiungendo come ”l’andamento potrebbe riflettere l’accresciuta apprensione da parte degli investitori rispetto a questi strumenti, in quanto è cambiata la percezione del relativo profilo di rischio”.

”Nei trimestri recenti alcuni fondi comuni monetari hanno assunto esposizioni rischiose detenendo asset backed securities, in larga misura al fine di accrescere i propri rendimenti e ottenere risultati migliori del tasso di benchmark sul mercato monetario. I timori, ampiamente manifestati – scrive l’istituto di Francoforte – circa la qualità delle attività di un ristretto numero di fondi si sono tradotti in vendite generalizzate di quote e partecipazioni in fondi comuni monetari, in quanto gli investitori non hanno fatto distinzione fra le attività detenute dai singoli fondi”.

Più in generale sull’impatto della crisi finanziaria, la Bce osserva come ”non vi sia stato alcun effetto visibile sugli aggregati monetari e creditizi ampi”, tuttavia le turbolenze in prospettiva ”potrebbero esercitare un’influenza più profonda anche sull’andamento complessivo” della liquidità qualora ”dovessero innescare un incremento più diffuso dell’avversione al rischio”

Personalmente, ricordiamo ancora le ruote da pavone fatte da gestori convinti di aver trovato la macchina del moto perpetuo, quando inserivano asset backed securities nei fondi monetari. Sic transit gloria mundi.

Fuori da azioni, fuori da obbligazioni, fuori da monetari. Proviamo con i materassi, dopo aver verificato che l’imbottitura non contenga subprime né strutturati…

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