Stati Uniti – Prezzi al consumo come da attese in ottobre

I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti in ottobre allo stesso passo del mese precedente, guidati da aumenti nei costi dei carburanti che minacciano di spingere l’inflazione e rallentare la crescita. L’incremento mensile complessivo è pari allo 0,3 per cento, in linea con le attese, mentre i cosiddetti prezzi core, al netto di alimentari ed energia, sono cresciuti dello 0,2 per cento per il quinto mese consecutivo, anch’esso in linea con le attese. Benzina e olio combustibile hanno iniziato ad aumentare a fine ottobre e hanno proseguito il rialzo questo mese. Negli ultimi 12 mesi i prezzi al consumo complessivi sono aumentati del 3,5 per cento, dal 2,8 per cento di settembre, mentre al netto di alimentari ed energia il tendenziale passa da 2,1 a 2,2 per cento, in crescita per la prima volta da gennaio.

Nel corso del 2007 i prezzi stanno crescendo al passo annualizzato del 3,6 per cento complessivo, e del 2,3 per cento core, contro il 2,4 e 2,8 per cento annualizzati dei primi dieci mesi del 2006.

Il dato di oggi evidenzia un aumento mensile dell’1,4 per cento nei prezzi dell’energia; stessa variazione per benzina ed elettricità. La media dei prezzi del greggio è stata in ottobre di 85,26 dollari al barile, da 79,63 dollari in settembre, ed hanno toccato il nuovo massimo il 7 novembre, a 98,62 dollari. L’aumento del costo dei carburanti ha indotto una serie di revisioni al rialzo al prezzo dei biglietti aerei, cresciuti di ben l’1,6 per cento in ottobre. I prezzi degli alimentari, che incidono per circa un quinto dell’indice dei prezzi al consumo, sono cresciuti in ottobre dello 0,3 per cento, da 0,5 per cento di settembre. In rallentamento i rincari degli affitti, forse per effetto dell’inasprimento della recessione immobiliare. I costi delle prestazioni mediche sono aumentati dello 0,6 per cento, mentre quelli dell’abbigliamento sono rimasti pressoché invariati e quelli delle auto sono diminuiti.

Secondo Ben Bernanke, che lo ha esplicitato durante l’audizione congressuale dell’8 novembre, gli elevati prezzi delle commodities ed un dollaro più debole sono destinati ad alimentare l’inflazione “per un certo periodo”, anche se la crescita economica è attesa in marcato rallentamento nel trimestre in corso. Finora, l’impatto dei crescenti costi dell’energia sugli altri prezzi è stato piuttosto limitato, anche per effetto della competizione in un contesto di domanda in indebolimento, come suggerisce la recente strategia di Wal-Mart, che ha tagliato i prezzi su 15.000 articoli di consumo festivo, nel tentativo di sottrarre clienti a Target a Kroger.

Questa, tuttavia, potrebbe essere la calma prima della tempesta: l’indice dei prezzi al consumo di novembre è atteso in aumento dell’1 per cento complessivo, per effetto dei crescenti costi dell’energia, portando il tendenziale al 4,5 per cento.

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