Morte per millle tagli

Livelli record per la domanda di liquidità da parte del sistema bancario, dati macroeconomici scoraggianti, voci di pesanti perdite per su Fannie Mae e Freddie Mac, la grande distribuzione in panne, pessima ricezione da parte del mercato. A voi scegliere i motivi di un’altra seduta negativa per borse e credito.

La Fed ha immesso ieri 47 miliardi di liquidità sul mercato interbancario, tornando a livelli comparabili a quelli della crisi estiva, e mettendo in luce la riluttanza delle banche ad assumersi rischi a questi livelli.

Freddie Mae e Fannie Mac sono due aziende americane, a cavallo fra pubblico e privato, create dal Congresso USA ma le cui azioni sono interamente possedute da investitori privati, con l’obiettivo di facilitare le condizioni di credito fornendo garanzie od acquistando mutui di piccole dimensioni dalle banche commerciali. Da sole, garantiscono o posseggono circa il 40% del mercato dei mutui immobiliari americani, che vale 11,5 trilioni di dollari. Entrambe hanno appena alzato le commissioni che verranno applicate per garantire mutui di bassa qualità. Freddie Mac riporta i risultati trimestrali la prossima settimana; l’azione è già scesa del 30% nelle ultime settimane e si susseguono voci sull’entità delle possibili perdite.

Sul fronte del consumo, sembra che i buoni risultati di Wal-Mart sinao un segno dell’eccellenza del gigante della grande distribuzione più che dellla salute del consumatore americano: gli amministratori delegati dei concorrenti Macy’s e J.C.Penney sono stati decisamente meno ottimisti in questi giorni. Mike Ullman, CEO di J.C. Penney, ha dichiarato che per la prima volta si assiste ad un vero mutamento nell’atteggiamento dei consumatori, adesso molto più cauto e pessimista .

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