United States of Arabia

E Cina, volendo ben vedere. Dopo l’investimento di Citic in Bear Stearns, un’altra grande banca americana vede l’ingresso nel capitale di una entità statale; in questo caso è Abu Dhabi ad entrare in Citigroup.

Citigroup non è nuova ad avere un azionista arabo: Al-Walid Bin Talal, noto in Italia per la presenza in Mediaset, è un grande azionista da tempo. Né si tratta della prima volta che gli “stranieri” sono proprietari di parti rilevanti di un settore strategico dell’economia americana: gli investitori britannici ed europei finanziarono l’industria americana dalla nascita fino al 1913, mentre i giapponesi sono stati una forza potente sia in ambito aziendale sia in quello dell’immobliare fra gli anni ’80 e la metà degli anni ’90. Nel caso dei giapponesi, come degli arabi negli anni’70, finì in lacrime: scoppiata la bolla immobiliare giapponese ed entrata l’economia americana in recessione, le banche del Sol Levante furono costrette a vendere a prezzi d’occasione per gli acquirenti – americani, casualmente.

Eppure, due riflessioni s’impongono.

La prima, di breve periodo: una banca americana è costretta a riconoscere l’11% di interesse e la possibilità di divenire il primo azionista ad un nuovo investitore, pur di poter raccogliere capitale di rischio. Non siamo di fronte alla transazione in cui il venditore ottiene un prezzo esorbitante grazie ad una bolla speculativa; la bolla è già scoppiata e qualcuno si sta facendo pagare caro per il privilegio di entrare, a prezzi convenienti, con una quota strategica in un’azienda problematica, ma nevralgica per il sistema finanziario, e con grandi potenzialità.

La seconda considerazione è di medio periodo: ad entrare in una delle stanze dei bottoni più importanti d’America non è un investitore privato, ma un fondo statale. Laddove un azionista privato è interessato a massimizzare il ritorno economico di un investimento, le motivazioni di un fondo statale possono essere di ordine differente. Abu Dhabi non sembra essere interessata ad altro che al punto di vista finanziario dell’investimento, ma il precedente potrebbe innescare interessanti sviluppi.

Non sembra una mossa dettata dalla disperazione, ma non siamo eccessivamente lontani.

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