Natale arriva l’11 Dicembre?

Per il sistema bancario, sì.

Queste le dichiarazioni di Donald L. Kohn, vicepresidente del Board of Governors del Federal Reserve System. La Fed, insomma:

*KOHN SAYS FED MUST BE `FLEXIBLE AND PRAGMATIC’
*KOHN: RISE IN TURBULENCE HAS REVERSED SEPT., OCT. IMPROVEMENT
*KOHN SAYS INTERBANK FUNDING MARKETS `HAVE REMAINED UNSETTLED’

Traduzione molto libera: visti i dati macroeconomici, ci stiamo preoccupando parecchio e non ci sembra il caso di rischiare una recessione per dare una lezione ai banchieri spericolati e scorretti, facendo soffrire anche gli altri. Ergo, al prossimo incontro i tassi verranno tagliati.

Questo è il punto di vista dei mercati, perlomeno: le Borse stanno festeggiando, nonostante i pessimi dati macroeconomici. La reazione sembra quella di un eroinomane; d’altronde, la durata dell’effetto positivo degli ultimi ribassi dei tassi è stata sempre più ridotta ed il calo successivo sempre peggiore, facendo sorgere il dubbio che la metafora sia alquanto fondata.

Nel frattempo, le iniezioni record di liquidità hanno portato la crescita della massa monetaria M3 ai livelli peggiori dal 1971. Non stiamo assistendo ad un immediato ritorno dell’inflazione soltanto per le enormi necessità di credito a brevissimo del sistema bancario, che sta assorbendo la liquidità senza espandere il credito; tuttavia, gli altri canali inflazionistici, ad esempio il cambio ed il prezzo delle materie prime, sono già operativi. Il prezzo del petrolio sembra essere tornato al livello degli anni ’70 e il dollaro è sull’otto volante. E’ una corsa contro il tempo, la scommessa che la liquidità in eccesso ripari i bilanci bancari prima che la risalita dell’inflazione impedisca la manovra.

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