Dalla Florida al Montana, gli Stati americani si svegliano immersi nei SIV

Dopo la Florida, anche lo stato del Montana si è ritrovato nel bel mezzo della più strana delle corse agli sportelli: quella delle amministrazioni locali nei confronti del fondo di Tesoreria statale. La causa? Tre lettere: SIV; una parola: subprime.

Negli USA è pratica normale costituire fondi, simili ai fondi comuni, per fornire un servizio di tesoreria, ossia parcheggiare la liquidità degli enti locali e delle varie autorità autonome che gestiscono servizi pubblici: contee, distretti scolastici, agenzie statali e lo stato stesso (inteso come ente territoriale); ne esistono un centinaio, gestiti a livello statale o di contea. Di norma, tali fondi investono in titoli di Stato ed attività a breve scadenza, in modo da essere sempre pronti a versare le somme necessarie al normale funzionamento degli enti che vi investono, normalmente al momento di riscuotere le imposte, riscattando poi gradualmente le quote del fondo mano a mano che si rendono necessari pagamenti in contanti: per gli stipendi mensili degli insegnanti, ad esempio, o per lavori di manutenzione.
Giovedì scorso, lo Stato della Florida ha dovuto sospendere invece il libero prelievo dal proprio fondo a breve termine: le amministrazioni locali avevano riscattato in poche settimane 10 dei 28 miliardi gestiti fondo. L’autorità di gestione del fondo ha dovuto ammettere di aver vlautato ogni possibile opzione, inclusa una liquidazione volontaria.

Venerdì è stato il turno del Montana: colpiti dalle notizie sulla Florida, gli enti locali hanno provato a riscattare in un solo giorno circa il 10% del fondo, mentre i gestori di altri fondi a livello statale si sono affrettati a rendere pubblici i propri investimenti, per dimostrare l’assenza di strumenti opachi e poco chiari.

La morale? Per un socialista, sarebbe semplice affermare che sarebbe necessario regolamentare , punire, nazionalizzare in un meravilgioso conto di Tesoreria nazionale – dimenticandosi come i funzioniari nazionali non siano di solito molto migliori di quelli locali: l’Ufficio Italiano Cambi, guardiano delle italiche transazioni in divisa, era un investitore in LTCM.

Per un liberale dotato del bene della ragione, è sufficiente notare come i problemi di un solo fondo stiano già portando all’introduzione di correttivi spontanei persino in un “mercato” tutto di enti pubblici e statali: maggior trasparenza e drastiche correzioni nei portafogli d’investimento, correzioni che ridurranno drasticamente i problemi nel futuro.

Annunci