27 cents per un dollaro. Furto o illusione?

E*Trade è un’azienda in seria difficoltà per motivi di cui abbiamo già parlato, esacerbati da un mercato che è praticamente svanito. L’accordo con il fondo hedge Citadel suona comunque come un affarone – per l’acquirente. Oppure come un campanello d’allarme per il vero valore di certi strumenti finanziari: abbiamo forse trovato il fondo per il valore di certi strumenti, ma sembra decisamente più in basso di quanto si sperava.


Il Citadel Group è uno dei maggiori gestori di hedge fund del mondo, gestito con pugno di ferro da una delle leggende del settore, Kenneth C. Griffin. La società è già stata attiva nell’acquisto di portafogli di grandi dimensioni , venduti da società sull’orlo del baratro: ad esempio, ha acquisito il portafoglio di derivati su gas naturale del fondo Amaranth dopo lo le gigantesche pedite sul ngas naturale che portarono alla liquidazione del fondo.

L’accordo appena stretto con la società di brokerage online E*Trade prevede due operazioni: il pagamento di 3 miliardi in cambio dell’intero portafoglio d’investimento in strumenti di finanza strutturata , soprattutto tranche di CDO ed ABS; inoltre, Citadel sborserà altri 1.75 miliardi di dollari per 84 milioni di azioni E*Trade e un prestito obbligazionario della stessa banca , con un interesse del 12.5 percento.

Il deal è complesso, ma si tratta della prima volta che un portafoglio di questo tipo passa di mano, ossia che finalmente compratori e venditori s’incontrano e finalmente stabiliscono un prezzo. Forte, quindi, la tentazione di impiegare i prezzi pagati da Citadel per valutare i livelli di perdite per il resto del mercato. Ed il risultato non sarebbe confortante, se il prezzo pagato fosse equo.

Il prezzo pagato per il portafoglio corrisponde a circa il il 27% del valore nominale delle obbligazioni contenute: si tratta di un valore inferiore del 30% rispetto a quanto stimato in precedenza, impiegando gli indici di mercato come guida. Oltretutto, il portafoglio di E*Trade era considerato, almeno teoricamente, di qualità medio alta e non inferiore a quello cui fanno riferimento gli indici settoriali (la famiglia di indici ABX , in particolare).

Applicando livelli di prezzo simili, banche come Citigroup e Merrill Lynch dovrebbero tremare: i loro portafogli contengono tranche di debito definite “supersenior”, ossia con garanzie molto superiori rispetto a quelle medie, ma i risultati ottenuti dagli analisti di Credit Suisse applicando lo sconto della transazione E*Trade punterebbero a perdite doppie rispetto a quelle già attese.

Rimane una speranza: che il “mago” Griffin sia riuscito di nuovo a comprare a prezzi di saldo, sfruttando il panico sui mercati e facendo pesare la sua posizione di unico compratore disponibile – nonché di salvatore di E*Trade, attraverso l’aumento di capitale e la sottoscrizione del prestito obbligazionario.

L’alternativa sarebbe molto, molto sgradevole: non soltanto per il volume delle perdite, ma per la realizzazione che il mercato delle ABS non riesce a trovare segnali precisi per i prezzi. nemmeno in termini estremamente generali. Ergo, non è un mercato.

Hat tip:Heard on the Street – WSJ.com

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