Per Natale, le banche centrali regalano soldi

L’hanno fatto. Le grandi banche centrali si sono accordate per tamponare la crisi, garantendo di fatto denaro per qualunque banca ne possa avere bisogno a breve per finanziare le proprie attività.

Poco fa la Fed ha annunciato pubblicamente un accordo fra le principali autorità monetarie mondiali, destinato a ridurre la pressione sul mercato della liquidità. Un accordo del genere si era a malapena visto in caso di tempeste valutarie di grandi dimensioni, non certo per la gestione del sistema dei pagamenti. La Fed garantirà aste da 20-40 miliardi di dollari, nelle quali la banche potranno prendere a prestito dando in garanzia una “ampia” varietà di titoli, eliminando il problema di reperire cassa per finanziare le proprie posizioni.Sul fronte valutario, si sono approntate linee reciproche con la BCE e la Banca Nazionale svizzera.

La scala dell’intervento , in sé, non è neppure enorme: la BCE fornisce circa il doppio della liquidità e accetta ogni ABS di rating AAA, tanto da essere definita “il SIV più grande del mondo”. Quello che stupisce è la urgenza di agire, ma soprattutto la coordinazione fra le differenti autorità.

In altri tempi, un atto del genere sarebbe stato interpretato come un segnale di crescente preoccupazione da parte dei “prestatori di ultima istanza”, che al momento sembrano essere i prestatori di unica istanza, visto che le banche ormai non si prestano denaro le une con le altre, se non in casi limitati e sporadici.

Eppure, i mercati hanno celebrato con un’esplosione di gioia. Vedremo quanto possa durare: si crede davvero che fornire liquidità in questo ammontare possa servire a risolvere problemi da trilioni di dollari, senza sofferenze?

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