Non si allenta la stretta al credito interbancario

Il costo di indebitarsi è rimasto invariato oggi in Europa, indicando che il piano ideato dalla Federal Reserve con alcune delle maggiori banche centrali del mondo per aumentare la liquidità del sistema bancario non sembra ancora aver persuaso gli istituti ad aprire i rubinetti del credito interbancario.
Il tasso interbancario europeo a tre mesi, o Euribor, cioè quello che le banche chiedono per prestarsi reciprocamente denaro, è rimasto oggi al 4,95 percento, ai massimi dal dicembre 2000, secondo i prezzi della European Banking Federation. Si tratta di 95 punti base sopra il tasso di riferimento della Banca centrale europea. Un punto base equivale a 0,01 punti percentuali.

L’andamento dei tassi per i prestiti interbancari in euro indica che i tassi per i finanziamenti in dollari e sterline, da fissarsi in seguito da parte della British Bankers’ Association, non caleranno in misura sufficiente ad allentare una stretta creditizia che minaccia di far deragliare la crescita economica. Di certo, un segnale inquetante, che sembra suggerire che i problemi di finanziamento sono ancor più gravi di quanto ipotizzato

La Fed ha comunicato ieri che metterà a disposizione della Bce e della banca centrale svizzera 24 miliardi di dollari, con i quali aumentare l’offerta della valuta americana in Europa e stimolare i prestiti interbancari. Il minor costo dei finanziamenti inUsa, Canada e Gran Bretagna non è finora riuscito a liberare risorse nel sistema bancario, in una fase in cui gli istituti di credito hanno riportato oltre $66 miliardi di perdite legate alle insolvenze sui mutui statunitensi ad alto rischio.

La Fed sta inoltre organizzando quattro aste di finanziamenti a tassi agevolati per altri 40 miliardi di dollari, mentre
la Banca d’Inghilterra ha comunicato che amplierà il ventaglio di collaterale che accetterà a garanzia di prestiti a tre mesi.

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