Giappone – Fiducia delle imprese in flessione oltre le attese

La fiducia delle grandi imprese manifatturiere flette oltre le attese in dicembre, a causa dell’apprezzamento dello yen, che ha eroso i profitti, e del crescente costo del credito, che pesa sulla crescita globale. L’indice Tankan di sentiment della grande manifattura cala al livello di 19, da 23 in settembre , e contro attese per un livello di 21. Il governatore della Bank of Japan, Fukui, ha affermato la scorsa settimana di essere preoccupato che la flessione dei profitti possa esercitare un freno alla crescita salariale, danneggiando la spesa dei consumatori. Al contempo, egli ritiene che il costo del denaro, oggi allo 0,5 per cento, debba aumentare per impedire inefficienze negli investimenti che potrebbero causare problemi all’economia.

L’apprezzamento del 10 per cento dello yen contro dollaro, negli ultimi sei mesi, ha eroso i profitti degli esportatori: la crescita degli utili delle grandi imprese è rallentata all’1,3 per cento nel terzo trimestre, dal più 14 per cento del secondo trimestre mentre le piccole imprese, che hanno scarsa o nulla possibilità di traslare a valle i maggiori costi, hanno visto nello stesso periodo un calo degli utili del  4 per cento. I grandi manifatturieri vedono poi un peggioramento delle condizioni di affari, con l’indice delle aspettative del Tankan che scende al minimo da tre anni. L’indice di sentiment delle piccole imprese mostra che il numero degli ottimisti supera a malapena quello dei pessimisti, al livello di 2, mentre l’indice delle condizioni di business scende a meno 3, minimo da quattro anni.

Il differenziale di sentiment tra grandi e piccole imprese tende ad essere associato a condizioni di turbolenza e debolezza congiunturale. Al contempo, la crescita dei costi e la debolezza della domanda costringono le imprese a vendere a prezzi in calo, riattizzando le pressioni deflattive.

Riguardo gli investimenti, le grandi imprese prevedono di aumentare la spesa capitale del 10,5 per cento per l’anno che terminerà il prossimo marzo, in ripresa rispetto al più 8,7 per cento previsto tre mesi fa. Per contro, a conferma della divaricazione di cui sopra, le piccole imprese prevedono tagli all’investimento in conto capitale del 4,6 per cento.

Malgrado queste prospettive non particolarmente brillanti, il Tankan mostra che il mercato del lavoro resta il più stretto degli ultimi 15 anni, con l’indice che mostra la domanda di lavoro stabile a meno 7, minimo dal 1992, dove un numero negativo indica carenza di lavoratori.

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