More lucrative than Microsoft?

La storia di copertina di Barron’s, prestigioso settimanale di finanza, è sulle agenzie di rating. Il lungo articolo ripercorre gli errori di Moody’s e S&P ed identifica il maggiore difetto del sistema: Moody’s ed S&P sono di fatto un duopolio sanzionato dallo Stato.


Da un lato, i profitti sono giganteschi: ad esempio Moody’s ha dichiarato un utile prima delle tasse di 1.1 miliardi di dollari, con un fatturato di soli due miliardi. Neppure la vilipesa e disprezzata Microsoft riesce ad arrivare a tanto.

Dall’altro, le agenzie di rating hanno perfezionato la tattica per evitare di pagare le conseguenze dei propri errori: i giudizi di rating vengono considerati espressioni della libertà di parola, protette dal Primo Emendamento della Costituzione degli USA.

Ci permettiamo una notazione puramente personale: siamo di fronte all’ennesima conferma che i monopoli più robusti, vessatori ed irresponsabili nascono e crescono all’ombra dello Stato. Quante altre volte invocheremo l’intervento governativo per risolvere un problema di cui normalmente è esso steso la causa?

clipped from online.barrons.com
“nationally recognized statistical rating organization(s).
the two top dogs preside over what the Justice Department terms a partner monopoly
This duopoly has proven inordinately profitable, which perhaps explains why Warren Buffett is Moody’s top shareholder, with a nearly 19% stake. S&P’s results are buried in the financials of its publisher parent, McGraw Hill (MHP), but pure-play Moody‘s (MCO) earns some of the fattest margins in the S&P 500, with pretax income last year of $1.1 billion on a mere $2 billion in revenue. Even monopolists like Microsoft would kill for Moody’s operating margins, typically 50% or more.
the agencies have long escaped any legal liability for issuing errant ratings by asserting that their actions constitute free speech protected by the First Amendment. In essence, they portray their ratings as nothing more than editorial opinion.
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