Per un pugno di basis point

Una agenzia “minore”, che agisce su di una assicurazione “minore”, vale quanto la Fedeal Reserve?L’andamento della Borsa di New York dopo l’azione della Federal Reserve è una chiara testimonianza dello stato disfunzionale nel quale versa il mercato finanziario: il sollievo iniziale all’annuncio dell’agognata riduzione dei tassi ha portato gli indici in salita dell’uno per cento; è bastata tuttavia la notizia del taglio al merito di credito di Financial Guaranty Insurance da parte di Fitch per causare un tonfo tale da portare gli indici a chiudere in ribasso dello 0.5% .

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Junk bond: da carnefici a vittime

Possiamo già vedere una luce in fondo al tunnel? Non proprio, ma almeno per alcuni mercati potremmo essere forse molto meno preoccupati che per altri . Il blog Accrued Interest ha pubblicato una succinta ma interessante analisi comparativa del mercato dei titoli high-yield, istruttiva anche per altri mercati, anche se è necessario essere cauti su alcune delle conclusioni a cui arriva.

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Stati Uniti – Indebolimento oltre le attese

L’economia statunitense si è indebolita oltre il previsto nel quarto trimestre. La crescita annualizzata da ottobre a dicembre è stata dello 0,6 per cento, la metà delle stime di consenso, dopo il 4,9 per cento del terzo trimestre. Le costruzioni residenziali hanno segnato la peggior contrazione da 26 anni. Sul dato ha pesato anche la riduzione delle scorte, che può riflettere la preoccupazione per le prospettive dei consumi. L’incremento dei prezzi è accelerato lo scorso trimestre, per effetto dei rincari dell’energia. L’indice dei prezzi è cresciuto del 2,6 per cento contro l’1 per cento del periodo luglio-settembre. L’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, la spesa per consumi personali al netto di alimentari ed energia, è cresciuto del 2,7 per cento, maggior incremento dal secondo trimestre 2006.

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Curva ripida cercasi

Piccolo rimbalzo sul mercato del credito sulla scia di quanto osservato sui listini azionari.

Il panic selling di gennaio e il conseguente effetto imbuto ha in effetti portato ad un violentissimo allargamento degli spread con la quasi totalità dei bond scesi abbondantemente sotto la parità: sono ormai molti i titoli formalmente distressed, ovvero che scambiano con uno spread superiore ai 1000 punti base.

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Stati Uniti – Rimbalzo dei beni durevoli a dicembre

Gli ordini di beni durevoli statunitensi sono cresciuti in dicembre oltre le attese. L’incremento complessivo, pari al 5,2 per cento, è stato il maggiore da luglio e segue l’incremento dello 0,5 per cento di novembre, rivisto al rialzo dall’originario più 0,1 per cento. Al netto dei mezzi di trasporto l’incremento è stato del 2,6 per cento. Le stime di consenso ipotizzavano un incremento dell’1,6 per cento complessivo e dello 0,1 per cento al netto dei mezzi di trasporto. Gli ordini core, cioè quelli di beni capitali non destinati alla Difesa, al netto degli aerei, una proxy della futura attività d’investimento, sono aumentati del 4,4 per cento, massimo da marzo 2007. Le consegne di tale tipologia di ordini, utilizzate per calcolare il prodotto interno lordo, sono cresciute del 2 per cento, massimo da marzo 2006. Gli ordini della Difesa sono balzati dell’80 per cento, spinti dai velivoli militari.

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Recessione? What’s recessione?

Le turbolenze sui mercati finanziari e le ripercussioni della crisi dei mutui subprime hanno avuto un impatto limitato o addirittura nullo sulle imprese: a dicembre, infatti, i prestiti alle società non finanziarie sono saliti su base annua del 14,4% (contro il +14% di novembre), segnando il maggior incremento dal lancio dell’euro.

E’ quanto emerge dagli ultimi dati della Bce, che oggi ha reso noto un rallentamento della massa monetaria, salita dell’11,5% annualizzato lo scorso mese contro il +12,3% di dicembre. Si tratta di un rallentamento più forte di quanto previsto dagli analisti, che si attendevano un +12,2%. Il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet e il componente del board della Bce, Axel Weber, hanno nei giorni scorsi messo in evidenza che l’istituto di Francoforte non seguirà la Fed nel ridurre il costo del denaro per contrastare il rallentamento economico.

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Ricordati che devi morire. Si, si, mo’ me lo segno

Wow! D’accordo che negli ultimi anni il mercato degli spread è stato terribilmente noioso, ma qui ora si esagera sull’altro fronte: un novello Nick Leeson a Societe Generale, Uncle Ben che getta la spugna in Usa, la Banca Centrale Europea che da quest’altra parte dell’Atlantico sembra aver incrociato lo sguardo di Medusa e dulcis in fundo il buco nero delle monolines!!

Se nell’Inferno dantesco esistesse un girone per gli speculatori autoindulgenti e poco avvezzi al controllo del rischio la pena del contrappasso potrebbe tranquillamente esser rappresentata dal mercato di questi giorni che, “mugghia come fa mar per tempesta, se da contrari venti è battuto. Bufera infernal, che mai non resta, mena gli spirti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta”

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