Dove vanno le materie prime

Nella giornata di ieri l’oro ha ulteriormente esteso i propri incrementi di prezzo, il greggio è stato scambiato al nuovo massimo storico di tutti i tempi, mentre il grano ha registrato il maggior incremento su due giorni negli ultimi quattro mesi, dopo che l’ulteriore indebolimento del dollaro ha aumentato l’attrattività delle materie prime come strumento di protezione dall’inflazione.  Il petrolio ha toccato ieri brevemente i 100 dollari  al barile anche in conseguenza dei disordini in Nigeria e della ormai acquisita certezza (almeno di quella espressa dalle probabilità implicite nei prezzi di futures e opzioni sui Fed Funds) che la Fed già questo mese ridurrà i tassi ufficiali. In conseguenza, le pressioni inflazionistiche sono destinate ad aumentare, a causa della continua ascesa dei prezzi di alimentari ed energia.

Tutti i principali indici mondiali di commodities sono in crescita. In particolare, l’UBS Bloomberg Constant Maturity Commodity Index è cresciuto nel 2007 di oltre il 22 per cento, sesto anno consecutivo di incremento. Nel frattempo, l’incertezza geopolitica (inclusa la violenza in Medio Oriente, Pakistan e Nigeria) spinge la domanda di oro come bene-rifugio. L’oro per consegna immediata (spot) è cresciuto ieri di oltre 5 dollari l’oncia, a 863,11 dollari. Il metallo giallo è aumentato del 31 per cento nel 2007, settimo anno consecutivo di aumenti.

I prezzi petroliferi sono aumentati negli ultimi giorni sui timori che le violenze in Nigeria possano estendere i tagli di produzione del principale produttore petrolifero africano. Il primo giorno dell’anno i militanti nigeriani hanno ucciso 12 persone nella città petrolifera meridionale di Port Harcourt, ed i disordini susseguenti hanno ridotto di circa un quarto la produzione petrolifera giornaliera. I mercati sono inoltre stati condizionati anche dai ridotti volumi di attività, tipici dei periodi festivi. Anche il deprezzamento del dollaro (11 per cento contro euro nel 2007) ha contribuito a spingere i prezzi del greggio, rendendo più convenienti le materie prime per i compratori fuori dagli Stati Uniti ed attratto gli investitori alla ricerca di protezione contro l’inflazione.

Il calo del dollaro ed il balzo del prezzo del greggio di ieri sono giunti in contemporanea con il maggior ripiegamento della manifattura statunitense in cinque anni, così come espresso dall’indice ISM, contribuendo a spingere l’indice Dow Jones al peggior primo giorno di contrattazioni dell’anno dal 1983.

Tra le altre materie prime, i prezzi dei futures sull’olio di palma sono cresciuti ieri al nuovo record, estendendo il guadagno del 54 per cento nel 2007, sulla spinta della forte domanda di oli vegetali per uso alimentare ed energia. Il consumo è in forte crescita in Cina e India, i due maggiori compratori di questa materia prima, ed i cui governi stanno promuovendo un sempre maggiore utilizzo degli oli alimentari come combustibili alternativi.

Il grano ha toccato per il secondo giorno consecutivo il limite giornaliero di variazione di prezzo imposto dalle borse-merci. Il calo dei raccolti in Australia e Ucraina ha spinto gli importatori ad aumentare gli acquisti per mantenere livelli di sicurezza negli stock.

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