Recessione? What’s recessione?

Le turbolenze sui mercati finanziari e le ripercussioni della crisi dei mutui subprime hanno avuto un impatto limitato o addirittura nullo sulle imprese: a dicembre, infatti, i prestiti alle società non finanziarie sono saliti su base annua del 14,4% (contro il +14% di novembre), segnando il maggior incremento dal lancio dell’euro.

E’ quanto emerge dagli ultimi dati della Bce, che oggi ha reso noto un rallentamento della massa monetaria, salita dell’11,5% annualizzato lo scorso mese contro il +12,3% di dicembre. Si tratta di un rallentamento più forte di quanto previsto dagli analisti, che si attendevano un +12,2%. Il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet e il componente del board della Bce, Axel Weber, hanno nei giorni scorsi messo in evidenza che l’istituto di Francoforte non seguirà la Fed nel ridurre il costo del denaro per contrastare il rallentamento economico.

Sia Trichet sia Weber hanno individuato in una forte crescita della massa monetaria una delle ragioni per cui ci sono rischi al rialzo per l’inflazione. L’andamento dei prestiti alle imprese non finanziarie, saliti in dicembre del 14,4%, sembrerebbe in contraddizione con quanto emerso dall’indagine della Bce sul credito delle banche, diffusa nei giorni scorsi e che rivelava un irrigidimento delle condizioni del credito, ma potrebbe trovare spiegazione nell’aumentato ricorso a linee di credito bancario in sostituzione di emissioni obbligazionarie, in un momento in cui quel mercato è ingessato.

Nel dettaglio, la decelerazione della crescita di M3 appare dovuta quasi esclusivamente al rallentamento nella crescita dei depositi overnight, dal 6,1 al 3,2 per cento mentre la crescita di M1 (cash e depositi a breve) passa da più 6,3 a più 4 per cento annuale. Il forte calo del tasso overnight a fine dicembre, dopo le forti iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali, può aver indotto le tesorerie ad allungare le scadenze degli impieghi, frenando la crescita di M3.

Ma, sulla scorta di questi dati, appare assai prematuro parlare di clima pre-recessivo in Europa: le ultime proiezioni della Bce, emesse a dicembre, ipotizzano una crescita 2008 per l’area Euro-15 del 2 per cento, da 2,6 per cento del 2007.

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