Curva ripida cercasi

Piccolo rimbalzo sul mercato del credito sulla scia di quanto osservato sui listini azionari.

Il panic selling di gennaio e il conseguente effetto imbuto ha in effetti portato ad un violentissimo allargamento degli spread con la quasi totalità dei bond scesi abbondantemente sotto la parità: sono ormai molti i titoli formalmente distressed, ovvero che scambiano con uno spread superiore ai 1000 punti base.

A questi livelli era legittimo attendersi un rimbalzo se non altro come presa di profitto sulle posizioni corte: non a caso ancora una volta sono stati gli strumenti sintetici a far registrare le migliori performance mentre i cash bond faticano ancora a trovare natural buyer.

Le tensioni sul mercato del credito sono pero’ destinate a durare ancora e sarebbe un peccato d’ingenuità considerare chiusa la partita: difficile tradurre queste considerazioni in termini di prezzo perché i prezzi di mercato incorporano già aspettative molto negative. E’ più facile invece immaginare la persistenza di alta volatilità su tutti i risky assets almeno per tutto il primo semestre nel 2008.

Del resto sono molte le questioni ancora aperte, prima fra tutte forse la questione legata alle monolines: il problema è così reale e potenzialmente foriero di conseguenze talmente pesanti che la questione è velocemente balzata in cima alle priorità da affrontare per uscire dall’attuale situazione di impasse. Banalizzando un po’ si potrebbe quasi affermare che è di tale rilevanza che non si puo’ non assumere che venga risolto, altrimenti l’intero settore finanziario rischia di vacillare sotto il peso di questa vera spada di Damocle. Aspettando il cavaliere bianco per le monolines, nel breve gli operatori dovranno accontentarsi di Uncle Ben che stasera potrebbe consegnare un altro piccolo cadeau ai mercati.

Quanto effetto reale possa avere a questo punto la politica monetaria costituisce argomento di acceso dibattito: se non altro pero’ dovrebbe contribuire allo steepening della curva americana, dando respiro alle banche e alle istituzioni finanziarie che da una curva ripida attingono linfa vitale.

Ricordo infatti che il vecchio caro core business delle banche consiste nel raccogliere a breve e prestare a lunga, operazione poco remunerativa con curva piatta ma decisamente profittevole quando la curva si irripidisce.

Chissa se in cambio di una curva più ripida le banche saranno disposte a metter mano al portafoglio e immettere un po’ di capitali nelle assetate casse delle monolines?

Annunci