Il dollaro veicolo di carry trade?

Secondo alcuni currency strategist il dollaro si troverebbe in un processo di re-rating, cioè di modifica strutturale del proprio ruolo sui mercati globali, non dissimile da quanto è accaduto e sta accadendo al mercato del credito. Addirittura alcuni ipotizzano che il dollaro possa diventare veicolo di finanziamento per i carry trades, vista la sua recente evoluzione a divisa a basso rendimento. L’ipotesi sarebbe suffragata dai nuovi minimi toccati dal cambio con il dollaro australiano e neozelandese, che restano divise ad alto (e crescente) rendimento.

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Area Euro – Sorpresa, l’IFO tedesco migliora

La fiducia delle imprese tedesche è inaspettatamente aumentata in febbraio per il secondo mese consecutivo, riducendo ulteriormente le attese di taglio dei tassi da parte della Bce. L’Istituto IFO comunica che il proprio indice di clima di business, basato su un sondaggio condotto presso 7000 dirigenti, è aumentato dal 103,4 di gennaio a 104,1, contro attese per una flessione al livello di 102.9. La crescita tedesca potrebbe risollevarsi alla fine del primo trimestre, secondo alcuni analisti, rimuovendo lo scenario di recessione globale fin qui ipotizzato.

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La vita spericolata dei bond

Gli investitori in titoli di stato statunitensi (ma analogo fenomeno è in atto anche in Area Euro) stanno ormai abituandosi al rollercoaster quotidiano: secondo gli analisti di RT-ICAP non solo è aumentato il volume di scambi giornalieri (in parte a causa della crisi di credito che ha provocato il flight to quality verso il Treasury) con un incremento del 23 per cento nei volumi scambiati ogni giorno sul decennale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma si rileva anche un forte aumento nella volatilità giornaliera dei prezzi: nel mese di febbraio il decennale ha evidenziato un range giornaliero di oscillazione di 1 e 3/32 di punto, a fronte di una media di 14/32 nel febbraio 2007. Analogamente, anche il range giornaliero del Treasury a 2 anni è stato questo mese di 10/32, a fronte di una media di 2,8/32. Risultati analoghi si riscontrano per il quinquennale ed il trentennale.

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Just another manic Tuesday

Ennesimo record negativo rapidamente demolito dai mercati del credito. Gli indici Itraxx Main e Levx, che riguardano rispettivamente l’universo dei titoli investment grade e quello dei prestiti sindacati, hanno fatto segnare nuovi minimi in termini di prezzo e massimi in termini di rendimento. L’aspetto peggiore è che tutto questo sia avvenuto a Borse positive e senza notizie specifiche dal mondo del credito.

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Cina – L’inflazione accelera

L’inflazione cinese accelera in gennaio al passo più rapido da oltre 11 anni, dopo che le peggiori tempeste di neve da mezzo secolo hanno danneggiato la distribuzione dei generi alimentari. I prezzi al consumo sono cresciuti del 7,1 per cento annuale, da 6,5 per cento di dicembre. I prezzi degli alimentari sono schizzati del 18 per cento dopo che le tempeste, che hanno causato la morte di 107 persone e causato danni per 15,5 miliardi di dollari, hanno paralizzato il sistema dei trasporti e distrutto parte dei raccolti, aumentando il rischio di rivolte sociali in un paese dove 300 milioni di persone vivono in povertà, secondo le stime della World Bank.

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Addio, Mrs. Thatcher

Oggi il premier inglese Gordon Brown ha difeso pubblicamente la decisione di nazionalizzare Northern Rock, la banca che la scorsa estate è stata protagonista della prima corsa agli sportelli da un secolo a questa parte. Il governo laburista ha risolto la crisi di una banca imitando il peggior Mussolini, ossia comprandosi la banca stessa. In questo modo, Brown rischia di perdere la reputazione di socialista in grado di gestire l’economia di mercato meglio dei conservatori.

Stairway to Heaven

Per capire la portata del problema nato dalla scelta applicare ai prodotti legati al credito strutturato la tradizionale scala di rating utilizzata per valutare le emissioni corporate bisogna fare un piccolo passo indietro ed interrogarsi sul significato di base del rating stesso: molto spesso, quando vengono messe sotto accusa dalla stampa e dalla comunità finanziaria, le agenzie internazionali si trincerano dietro la consueta risposta secondo cui il rating ha come unico fine quello di esprimere una valutazione la più possibile oggettiva del rischio di credito associato ad ogni emittente e ad ogni diversa emissione da quest’ultimo utilizzata per raccogliere finanziamenti sul mercato.
Argomentazione assolutamente corretta che chiarisce come nelle valutazioni delle agenzie di rating non siano contemplate valutazioni in termini di rischio di mercato e quindi di bontà dell’investimento. Se infatti la validità un investimento si misura in termini di congruo rapporto tra rischio e rendimento, ci viene ricordato che mentre i rendimenti sono osservabili sul mercato, le agenzie di rating ci vengono in soccorso nella quantificazione dei rischi.
Perfetto, fino a qui nulla da eccepire, almeno nell’impianto teorico, visto che poi nella pratica di cose da dire ce ne sarebbero molte, ma per il momento limitiamoci a ragionare ancora sulla teoria.

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