Stairway to Heaven

Per capire la portata del problema nato dalla scelta applicare ai prodotti legati al credito strutturato la tradizionale scala di rating utilizzata per valutare le emissioni corporate bisogna fare un piccolo passo indietro ed interrogarsi sul significato di base del rating stesso: molto spesso, quando vengono messe sotto accusa dalla stampa e dalla comunità finanziaria, le agenzie internazionali si trincerano dietro la consueta risposta secondo cui il rating ha come unico fine quello di esprimere una valutazione la più possibile oggettiva del rischio di credito associato ad ogni emittente e ad ogni diversa emissione da quest’ultimo utilizzata per raccogliere finanziamenti sul mercato.
Argomentazione assolutamente corretta che chiarisce come nelle valutazioni delle agenzie di rating non siano contemplate valutazioni in termini di rischio di mercato e quindi di bontà dell’investimento. Se infatti la validità un investimento si misura in termini di congruo rapporto tra rischio e rendimento, ci viene ricordato che mentre i rendimenti sono osservabili sul mercato, le agenzie di rating ci vengono in soccorso nella quantificazione dei rischi.
Perfetto, fino a qui nulla da eccepire, almeno nell’impianto teorico, visto che poi nella pratica di cose da dire ce ne sarebbero molte, ma per il momento limitiamoci a ragionare ancora sulla teoria.

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