La vita spericolata dei bond

Gli investitori in titoli di stato statunitensi (ma analogo fenomeno è in atto anche in Area Euro) stanno ormai abituandosi al rollercoaster quotidiano: secondo gli analisti di RT-ICAP non solo è aumentato il volume di scambi giornalieri (in parte a causa della crisi di credito che ha provocato il flight to quality verso il Treasury) con un incremento del 23 per cento nei volumi scambiati ogni giorno sul decennale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma si rileva anche un forte aumento nella volatilità giornaliera dei prezzi: nel mese di febbraio il decennale ha evidenziato un range giornaliero di oscillazione di 1 e 3/32 di punto, a fronte di una media di 14/32 nel febbraio 2007. Analogamente, anche il range giornaliero del Treasury a 2 anni è stato questo mese di 10/32, a fronte di una media di 2,8/32. Risultati analoghi si riscontrano per il quinquennale ed il trentennale.

Nel frattempo, alcuni analisti si dilettano a prevedere l’evoluzione della forma della curva dei rendimenti in ipotesi di conferma dello scenario stagflazionistico. Dopo una prima fase di irripidimento con aumento dei rendimenti nominali (che stiamo già vedendo da qualche settimana, sulle due sponde dell’Atlantico), si dovrebbe giungere ad un’inversione a seguito dell’azione della Fed, che agirebbe con rialzi aggressivi dei tassi per evitare l’affermarsi del temuto scenario stagflazionistico. Se questo scenario fosse confermato assisteremmo al periodo più difficile per gli investitori obbligazionari da decenni.

Che fare, direbbe Lenin? A questo livello di rendimenti, forse stare liquidi, ad esempio utilizzando uno strumento come l’ETF sull’Eonia, quotato anche sulla Borsa italiana.

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