Ricompaiono le tensioni sul mercato interbancario

Mentre le Borse festeggiano, il mercato monetario interbancario sembra segnalare nuove tensioni: sta ritornando ai massimi storici gli spread fra il tasso di rendimento dei titoli di stato ed il tasso LIBOR, ossia il tasso al quale le banche sono disposte a prestarsi reciprocamente denaro.
In passato, un ampliamento di tale spread ha segnalato un calo di fiducia nei mercati ed un ribasso più o meno generalizzato delle Borse e, soprattutto, del mercato del credito. Questa volta siamo di fronte a mere questioni tecniche, oppure vi sono ancora problemi sotto la coltre benevola delle iniezioni di liquidità e delle garanzie fornite dai governi?

Il Settimo cavalleggeri per i mutui. Appena in tempo?

Il ministro del Tesoro statunitense ha appena annunciato, di fatto, che Fannie Mae e Freddie Mac saranno autorizzati ad acquistare altri 200 miliardi di mutui. L’euforia torna in Borsa, ma sara’ sufficiente a fermare la crisi del mercato immobiliare? E’ davvero desiderabile salvare, ancora una volta, banche e proprietari di immobili a spese del contribuente, oppure salvare la stabilità del sistema con interventi che ne minano la credibilità nel lungo periodo?

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Lazzaro, alzati e vai a Wall Street

Il rimbalzo in atto a Wall Strett ha dello stupefacente, ma e’ nulla rispetto a quanto sta accadendo sul mercato dei derivati di credito, dove si e’ avuto il maggior rally della storia: 60 punti base per il Crossover e piu’ di venti per l’indice Main. Siamo gia’ alla fine del tunnel?

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Ma chi pensa al risparmiatore defraudato?

di Mario Seminerio

La drammatica implosione di Bear Stearns rappresenta l’esito (o meglio, una tappa) del processo di deleveraging di cui abbiamo scritto giorni addietro su Libero Mercato. In altri termini i prestatori, sempre più inquieti, stringono ulteriormente le maglie del credito richiedendo ai debitori di aumentare i margini di garanzia per finanziare le proprie posizioni o di ridurre l’esposizione debitoria. Da qui, ha preso avvio il processo che viene definito “acceleratore finanziario”: i debitori vendono le attività ancora liquidabili (ad esempio i titoli di stato italiani), i creditori temono che i debitori non dicano tutta la verità riguardo la loro effettiva salute finanziaria, e tentano di cautelarsi alzando nuovamente i margini. Le banche smettono di prestarsi fondi, o richiedono tassi crescenti per difendersi dal rischio di improvvisi annunci di insolvenza. Ciò causa un rialzo dei tassi sul mercato interbancario che finisce col vanificare le ricorrenti iniezioni di liquidità da parte della Fed (e delle altre banche centrali).

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Stati Uniti – Vendite al dettaglio in calo a febbraio

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono inaspettatamente diminuite in febbraio. Il calo dello 0,6 per cento complessivo è stato guidato dalle vendite dei concessionari di auto e dei ristoranti, dopo l’incremento dello 0,4 per cento in gennaio. Al netto delle vendite di auto il calo è dello 0,2 per cento. Sembra quindi confermarsi l’erosione della fiducia dei consumatori, dopo la maggiore distruzione di occupazione degli ultimi cinque anni e l’aumento del costo dei carburanti. Nella giornata di oggi è poi stato pubblicato il dato sui sussidi “continui” di disoccupazione nella settimana dell’8 marzo, che resta sui valori massimi degli ultimi due anni e mezzo, a 2,835 milioni di persone.

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Cina – Vendite al dettaglio a nuovi massimi

Le vendite al dettaglio cinesi sono aumentate in febbraio del 20,2 per cento annuale, eguagliando il passo più rapido da quasi nove anni, un segno che la spesa dei consumatori potrà sostenere l’economia cinese pur in presenza di un indebolimento dell’export. Il dato è stato tuttavia spinto dall’inflazione più rapida in 11 anni, in febbraio all’8,7 per cento annuale. La spesa, alimentata da redditi in crescita, sostiene l’espansione delle attività cinesi di catene occidentali quali Wal-Mart e Carrefour, i principali retailers del pianeta, e può compensare la dipendenza da investimenti ed export come motori di crescita, oltre a riequilibrare gli squilibri da surplus commerciale. In febbraio l’export è cresciuto del 6,5 per cento, minimo da sei anni. Le vendite di grano e olio per cottura sono aumentate del 41 per cento, quelle di auto del 34 per cento, i mobili del 26 per cento. Per alimentare i consumi domestici la Cina sta aumentando i trasferimenti di welfare e sussidiando gli acquisti di televisioni e frigoriferi da parte dei contadini. I reddti urbani sono cresciuti nel 2007 del 12,2 p er cento, mentre quelli rurali del 9,5 per cento. Attualmente, con i prezzi degli alimentari in ascesa, i redditi rurali stanno crescendo al passo più sostenuto degli ultimi anni, mentre tassi d’interesse reali negativi rappresentano un forte disincentivo al risparmio.