Lazzaro, alzati e vai a Wall Street

Il rimbalzo in atto a Wall Strett ha dello stupefacente, ma e’ nulla rispetto a quanto sta accadendo sul mercato dei derivati di credito, dove si e’ avuto il maggior rally della storia: 60 punti base per il Crossover e piu’ di venti per l’indice Main. Siamo gia’ alla fine del tunnel?

In parte , la reazione violenta e’ dovuta al cosiddetto “short squeeze”: quando gran parte dei partecipanti al mercato sono posizionati nello stesso modo, qualsiasi modifica del trend scatena una corsa a chiudere le proprie posizioni.

Da un punto di vista piu’ ampio, la sensazione e’ che le banche centrali siano pronti a fornire liquidità sempre e comunque, anche nel caso non fossero le banche commerciali, ma altri intermediari finanziari ad avere problemi. A pagare saranno i contribuenti, ma soprattutto, gli azionisti delle istituzioni finanziarie coinvolte e non, questa volta, creditori ed obbligazionisti. In aggiunta, si consideri che le probabilita’ di fallimento implicite negli attuali spread di mercato sono ben peggiori di quanto mai avvenuto persino nelle peggiori recessioni: le ultime fasi della caduta erano di natura tecnica , dovute al timore che hedge fund e SIV dovessero subire liquidazioni forzate, esagerando il problema.

Non siamo ancora fuori pericolo, ma perlomeno e’ chiaro che tali liquidazioni non avverranno in maniera indiscriminata, a causa delle necessita’ di liquidita’ delle banche finanziatrici, ma sarà un processo diluito e dipendente dai singoli fondi e dai singoli veicoli. Un rischio minore, non la salvezza.

Nel breve periodo, la Fed ha tagliato “soltanto” 75bp a casa dei rischi inflazionistici gia’ evidenti nel dato sul PPI di oggi: per serve un buon risultato dell’Ipo di VISA, per portarci verso Pasqua in maniera serena.

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