Stati Uniti – Crescita meglio delle attese, ma grazie alle scorte

L’economia statunitense è cresciuta lo scorso trimestre al passo dello 0,6 per cento annualizzato, per effetto soprattutto di un aumento delle scorte, mentre la spesa dei consumatori è rallentata, la recessione dell’immobiliare residenziale è peggiorata e l’investimento è calato. Il risultato è numericamente migliore delle stime di consenso, poste a più 0,5 per cento, ed eguaglia il dato del quarto trimestre 2007. L’ultima volta che l’economia americana è cresciuta meno, è stato nell’ultimo trimestre 2002. La spesa delle famiglie è stata, nel primo trimestre 2008, la più lenta dal 200, a causa della perdita dei posti di lavoro (meno 250.000 impieghi da inizio anno, misurati sui payrolls), degli incrementi di prezzo di alimentari ed energia e dell’ulteriore calo dei prezzi dell’immobiliare.

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India – Nuova stretta monetaria

La banca centrale cinese ha ordinato ai prestatori, per la seconda volta in due settimane, di predisporre maggiori riserve per contrastare un’inflazione in accelerazione. La Reserve bank of India ha alzato il quoziente di riserva di liquidità all’8,25 per cento, da 8 per cento, mentre non è intervenuta sui tassi ufficiali di interesse. La stessa banca centrale oggi ha segnalato che la stretta monetaria in atto potrebbe rallentare la crescita indiana al minimo degli ultimi quattro anni. L’inflazione rampante si è rapidamente posta al vertice dell’agenda politica, e nel dibattito pubblico sta facendo premio anche sulle considerazioni relative alla crescita.

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Stati Uniti – Beni durevoli in ascesa al netto dei trasporti a marzo

Gli ordini di beni durevoli al netto della componente trasporti sono cresciuti oltre le attese il mese scorso, indicando che a domanda estera può aiutare la manifattura a reggere la crisi dell’immobiliare. Al netto di auto ed aerei, l’incremento è dell’1,5 per cento (attese a più 0,5 per cento), dopo il calo del 2,1 per cento di febbraio, rivisto al rialzo dall’originario meno 2,6 per cento. Gli ordini totali, per converso, sono calati dello 0,3 per cento (consenso a più 0,1 per cento), appesantiti soprattutto dal calo nell’hardware destinato alla Difesa. Il calo del dollaro sta contribuendo alla tenuta della manifattura: gli incrementi nell’export ed un livello delle scorte piuttosto contenuto stanno contribuendo a sostenere i livelli di attività di fabbrica. Oggi è stato pubblicato anche il dato sui sussidi di disoccupazione nella settimana del 19 aprile, diminuiti inaspettatamente al livello di 342.000 unità, il minimo da due mesi. L’incremento degli ordini al netto dei mezzi di trasporto è stato guidato da un rimbalzo nella domanda di macchinari e metalli, oltre che da continui aumenti negli ordini di computer.

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Area Euro – Indice IFO in ripiegamento in aprile

La fiducia delle imprese tedesche è scesa in aprile al minimo da oltre due anni, soprattutto a causa dei prezzi del greggio e del rafforzamento dell’euro, che deprimono le prospettive di crescita della maggiore economia europea. L’indice IFO è sceso al livello di 102,4 da 104,8 in marzo, minimo da gennaio 2006. Le stime di consenso ipotizzavano un declino più contenuto, al livello di 104,3. L’apprezzamento del 9 per cento dell’euro sul dollaro da inizio anno danneggia l’export ed il petrolio prossimo a 120 dollari al barile taglia il potere d’acquisto di imprese e consumatori.

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Cina – La crescita prosegue, ma l’inflazione non si arresta

L’economia cinese è cresciuta nel primo trimestre del 10,6 per cento annuale, dopo l’11,2 per cento del trimestre precedente, mentre i prezzi al consumo sono cresciuti dell’8,3 per cento tendenziale in marzo, il passo più rapido da 11 anni, circostanza che aggiungerà pressione per l’ulteriore rafforzamento dello yuan, per contenere i costi dell’import. La Cina, il maggiore contributore alla crescita mondiale, sta tentando di impedire che i crescenti prezzi degli alimentari provochino instabilità sociale evitando al contempo misure che possano rallentare troppo l’economia. Investimenti e consumi hanno spinto l’economia, mentre le peggiori tempeste di neve da 50 anni hanno costretto a chiudere fabbriche e distrutto i raccolti mentre l’indebolimento dell’economia statunitense ha rallentato parte delle esportazioni. Le vendite al dettaglio sono cresciute in marzo del 21,5 per cento. La crescita cinese, secondo il Fondo Monetario Internazionale, è attesa crescere del 9,3 per cento quest’anno.

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Stati Uniti – Il caro-benzina spinge le vendite al dettaglio

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate in marzo, per effetto prevalente degli incassi realizzati dalle stazioni di servizio, dopo il nuovo balzo del prezzo della benzina. L’incremento complessivo è dello 0,2 per cento, dopo la flessione dello 0,4 per cento di febbraio, e contro stime per un dato invariato. Al netto dei carburanti le vendite sono invariate, da meno 0,3 per cento. Al netto delle auto, le vendite aumentano dello 0,1 per cento, dopo il calo dello 0,1 per cento di febbraio. I dati non sono corretti per l’inflazione,  quindi sono influenzati dall’effetto-prezzo, segnatamente sui carburanti, col prezzo medio delle benzine cresciuto in marzo del 6,9 per cento su febbraio.

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