Good times, bad times

Il mercato continua a regalare soddisfazioni agli ottimisti, grazie ad un mix di fattori tecnici e alla speranza di una soluzione avvicinata alla crisi del credito. Le borse festeggiano, negli ultimi giorni l’indice Itraxx ha messo a segno la propria miglior performance di sempre. Si comincia a pensare che le massicce svalutazioni bancarie, unite alle prime defenestrazioni di manager ai massimi livelli e alla richiesta di nuovo capitale da parte delle banche, segnalino davvero l’inizio della fine della crisi del credito. Ma allora, perché prosegue il diluvio di nuove emissioni obbligazionarie di matrice bancaria, tutte a fortissimo sconto? E’ già troppo tardi per evitare il contagio alla cosiddetta “economia reale”, come ha oggi ammesso anche il governatore della Fed Bernanke?
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Stati Uniti – Ordini di fabbrica peggio delle attese in febbraio

Gli ordini di fabbrica negli Stati Uniti sono diminuiti oltre le attese in febbraio, in conseguenza del ridimensionamento degli investimenti da parte delle aziende, preoccupate che l’economia possa trovarsi già in recessione. Il calo dell’1,3 per cento segue quello del 2,3 per cento di gennaio. Al netto della componente volatile riferita ai trasporti la domanda è diminuita dell1,8 per cento, maggior calo da gennaio 2007. Parlando oggi davanti al Congresso, il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha riconosciuto per la prima volta che l’economia americana potrebbe potrebbe contrarsi nella prima metà del 2008 per effetto della prosecuzione della recessione immobiliare, di un rallentamento nella creazione di nuova occupazione e della flessione nella spesa dei consumatori. Le stime di consenso ipotizzavano una flessione degli ordini complessivi dello 0,8 per cento.

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