Stati Uniti – Ordini di fabbrica peggio delle attese in febbraio

Gli ordini di fabbrica negli Stati Uniti sono diminuiti oltre le attese in febbraio, in conseguenza del ridimensionamento degli investimenti da parte delle aziende, preoccupate che l’economia possa trovarsi già in recessione. Il calo dell’1,3 per cento segue quello del 2,3 per cento di gennaio. Al netto della componente volatile riferita ai trasporti la domanda è diminuita dell1,8 per cento, maggior calo da gennaio 2007. Parlando oggi davanti al Congresso, il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha riconosciuto per la prima volta che l’economia americana potrebbe potrebbe contrarsi nella prima metà del 2008 per effetto della prosecuzione della recessione immobiliare, di un rallentamento nella creazione di nuova occupazione e della flessione nella spesa dei consumatori. Le stime di consenso ipotizzavano una flessione degli ordini complessivi dello 0,8 per cento.

Ieri, l’indice ISM manifatturiero ha evidenziato la prosecuzione della contrazione, pur se a passo ridotto rispetto a febbraio, grazie soprattutto al miglioramento della componente relativa alle esportazioni ed alla minor flessione dell’occupazione, mentre la componente riferita ai nuovi ordini è scesa al livello minimo da ottobre 2001.

Gli ordini di fabbrica per beni durevoli, che rappresentano circa metà del totale, sono diminuiti in febbraio dell’1,1 per cento sulla scorta della maggior contrazione nella domanda di macchinari degli ultimi quattro anni. Gli ordini di beni capitali destinati alla Difesa, al netto degli aerei (una proxy della futura attività d’investimento) sono calati del 2,4 per cento. Le consegne di tale tipologia di ordini, utilizzate per calcolare il prodotto interno lordo, sono diminuite dell’1,9 per cento dopo la flessione dello 0,4 per cento del mese precedente. Gli ordini al netto della componente Difesa sono diminuiti dell’1,5 per cento, quelli per la Difesa del 2,2 per cento. Gli ordini di mezzi di trasporto sono aumentati dell’1,8 per cento, guidati da un incremento di quelli per aeromobili del 5,1 per cento, mentre la domanda di autoveicoli è calata del 2 per cento, a seguito della persistente debolezza dei produttori statunitensi, che hanno annunciato nuovi tagli di produzione, mentre GM ha anche subìto gli scioperi agli impianti di un fornitore. Boeing ha ricevuto in febbraio ordini per 125 aeromobili, contro i 65 di gennaio.

Le vendite dei manifatturieri sono diminuite in febbraio del 2,1 per cento, maggior calo da settembre 2006. Il rallentamento nella domanda ha portato le scorte a 1,27 mesi di fornitura, al passo corrente delle vendite, mentre le scorte sono cresciute dello 0,5 per cento.

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