Stati Uniti – Anche in marzo persi impieghi

Gli Stati Uniti hanno perso occupati in marzo, per il terzo mese consecutivo, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto al massimo da settembre 2005. I payrolls sono diminuiti di 80.000 unità, oltre le attese, dopo il calo di 76.000 in febbraio che è risultato maggiore di quanto inizialmente riportato, mentre la disoccupazione è cresciuta dal 4,8 al 5,1 per cento. La debolezza del mercato del lavoro si trasmette ai consumi, alimentando ulteriori riduzioni degli organici. Le stime di consenso ipotizzavano una distruzione netta di 50.000 impieghi. La revisione dei dati ha sottratto ulteriori 67.000 impieghi dalle cifre originariamente riportate per gennaio e febbraio. L’ultima volta in cui l’economia ha perso occupazione per tre mesi consecutivi è stato in coincidenza con l’inizio della guerra in Iraq, nel 2003. Il tasso di disoccupazione era previsto in aumento al 5 per cento.

Il numero di impieghi in manifattura si è ristretto di 48.000 unità (a fronte di stime per una riduzione di 35.000), maggior calo da luglio 2003. Il calo include anche i 24.000 impieghi persi nel settore auto, che riflettono in larga misura gli scioperi verificatisi presso American Axle & Manufacturing, iniziato il 26 febbraio e che ha provocato la sospensione dal lavoro di quasi tutto il personale di General Motors in Nord America. Negli altri settori, i costruttori hanno eliminato 51.000 impieghi, dopo il calo di 37.000 in febbraio. Il settore dei servizi, che include banche, assicurazioni, ristoranti e commercio al dettaglio, ha complessivamente creato 13.000 nuovi impieghi, dopo i 6.000 di febbraio, malgrado la persistente debolezza del retail, che ha perso 12.400 impieghi, dopo i 46.700 cancellati in febbraio. In calo di 5.000 unità gli occupati nelle imprese finanziarie, dopo i meno 11.000 di febbraio, in conseguenza soprattutto della crisi dei subprime. La settimana lavorativa media è aumentata a 33,8 ore, da 33,7, e le ore medie settimanali lavorati dagli addetti alla produzione sono cresciute da 41,2 a 41,3, con incremento anche dello straordinario, da 4 a 4,1 ore settimanali. I guadagni orari medi sono cresciuti in linea con le attese, dello 0,3 per cento mensile e del 3,6 per cento annuale. Gli occupati nel settore privato sono diminuiti di 109.000 unità in febbraio e 98.000 in marzo. Complessivamente, e malgrado i discreti dati relativi a settimana lavorativa media e guadagni orari medi, la tendenza in atto sembra essere quella di un progressivo indebolimento del mercato del lavoro.

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