Stati Uniti – Il caro-benzina spinge le vendite al dettaglio

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate in marzo, per effetto prevalente degli incassi realizzati dalle stazioni di servizio, dopo il nuovo balzo del prezzo della benzina. L’incremento complessivo è dello 0,2 per cento, dopo la flessione dello 0,4 per cento di febbraio, e contro stime per un dato invariato. Al netto dei carburanti le vendite sono invariate, da meno 0,3 per cento. Al netto delle auto, le vendite aumentano dello 0,1 per cento, dopo il calo dello 0,1 per cento di febbraio. I dati non sono corretti per l’inflazione,  quindi sono influenzati dall’effetto-prezzo, segnatamente sui carburanti, col prezzo medio delle benzine cresciuto in marzo del 6,9 per cento su febbraio.

Le vendite alle stazioni di servizio sono aumentate dell’1,1 per cento, dopo il calo dello 0,5 per cento in febbraio. Anche la crisi dell’immobiliare trova riscontro nel dato, con cali delle vendite di arredamento, elettrodomestici e materiali da costruzione. Gli americani stanno comprando meno articoli di elevato prezzo unitario, di riflesso al crollo della fiducia dei consumatori: l’indice delle aspettative per i prossimi sei mesi, che rappresenta un leading indicator della spesa, è sceso ai minimi da novembre 1990. Nei primi tre mesi dell’anno le vendite annualizzate di auto e light trucks sono state pari a 15,2 milioni di unità, minimo dal terzo trimestre 1998.

Al netto di auto, carburanti e materiali da costruzione, il gruppo di vendite al dettaglio utilizzato per calcolare il prodotto interno lordo, le vendite sono aumentate dello 0,2 per cento, contro il dato invariato di febbraio. Male le vendite dei general merchandise stores, a meno 0,6 per cento.

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