Area Euro – Indice IFO in ripiegamento in aprile

La fiducia delle imprese tedesche è scesa in aprile al minimo da oltre due anni, soprattutto a causa dei prezzi del greggio e del rafforzamento dell’euro, che deprimono le prospettive di crescita della maggiore economia europea. L’indice IFO è sceso al livello di 102,4 da 104,8 in marzo, minimo da gennaio 2006. Le stime di consenso ipotizzavano un declino più contenuto, al livello di 104,3. L’apprezzamento del 9 per cento dell’euro sul dollaro da inizio anno danneggia l’export ed il petrolio prossimo a 120 dollari al barile taglia il potere d’acquisto di imprese e consumatori.

Con la recessione immobiliare statunitense che contribuisce a spingere al rialzo il costo del credito in tutto il mondo, il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato, lo scorso 9 aprile, le stime di crescita per l’economia tedesca. Nella giornata di oggi è stato reso noto anche il dato sulla fiducia delle imprese francesi in aprile, che ha toccato il nuovo minimo da 16 mesi. Secondo alcuni osservatori il forte rallentamento atteso in Europa dovrebbe piegare l’inflazione e forzare la Banca Centrale Europea a tagliare i tassi entro sei mesi, ma tale scenario non è pienamente condiviso da economisti e gestori di fondi. Nel frattempo, alcuni policymakers della Bce, tra i quali Axel Weber e Juergen Stark, hanno espresso l’opinione che il tasso ufficiale di politica monetaria al livello del 4 per cento potrebbe non essere sufficiente per combattere l’inflazione, che in marzo ha accelerato al 3,6 per cento.

La BDI, equivalente tedesco della Confindustria, ha previsto il 21 aprile una espansione dell’economia tedesca del 2 per cento nel 2008, a fronte del 2,5 per cento raggiunto nel 2007, mentre il Fondo Monetario Internazionale è più pessimista, e prevede una crescita di solo l’1,4 per cento per quest’anno. L’associazione tedesca delle imprese esportatrici ieri ha confermato la previsione di una crescita del 5 per cento delle vendite all’estero nel 2008, sottolineando la robustezza dell’economia tedesca all’apprezzamento dell’euro contro dollaro. Resta da evidenziare che la Germania sta beneficiando del boom della domanda nei paesi emergenti, dove le dinamiche di cambio contro euro sono meno accentuate.

Malgrado la flessione odierna, che pone fine ad una serie di dati superiori alle attese, il livello dell’indice IFO (su condizioni correnti ed attese) resta compatibile con una crescita del pil tedesco appena inferiore al potenziale, anche se conterà molto l’andamento dei prossimi mesi. A livello settoriale il calo dell’indice è stato guidato dall’indebolimento della manifattura, che era in larga misura atteso, con il relativo diffusion index ai minimi da dicembre 2005. Assieme agli ultimi dati dell’indice dei direttori acquisti delle imprese manifatturiere, il dato suggerisce che il rallentamento globale dei livelli di attività, il continuo aumento dei prezzi delle materie prime ed il cambio dell’euro stanno iniziando a farsi sentire. L’istituto IFO commenta inoltre che, malgrado le positive valutazioni delle aziende esportatrici, il cambio dell’euro sta iniziando a pesare sui margini. In peggioramento anche il diffusion index del settore commercio al dettaglio. Ciò sembra suggerire che il forte miglioramento segnato in febbraio e marzo può essere stato causato dalla Pasqua “bassa”.

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