Stati Uniti – Beni durevoli in ascesa al netto dei trasporti a marzo

Gli ordini di beni durevoli al netto della componente trasporti sono cresciuti oltre le attese il mese scorso, indicando che a domanda estera può aiutare la manifattura a reggere la crisi dell’immobiliare. Al netto di auto ed aerei, l’incremento è dell’1,5 per cento (attese a più 0,5 per cento), dopo il calo del 2,1 per cento di febbraio, rivisto al rialzo dall’originario meno 2,6 per cento. Gli ordini totali, per converso, sono calati dello 0,3 per cento (consenso a più 0,1 per cento), appesantiti soprattutto dal calo nell’hardware destinato alla Difesa. Il calo del dollaro sta contribuendo alla tenuta della manifattura: gli incrementi nell’export ed un livello delle scorte piuttosto contenuto stanno contribuendo a sostenere i livelli di attività di fabbrica. Oggi è stato pubblicato anche il dato sui sussidi di disoccupazione nella settimana del 19 aprile, diminuiti inaspettatamente al livello di 342.000 unità, il minimo da due mesi. L’incremento degli ordini al netto dei mezzi di trasporto è stato guidato da un rimbalzo nella domanda di macchinari e metalli, oltre che da continui aumenti negli ordini di computer.

Gli ordini di beni capitali non destinati alla Difesa al netto dei velivoli una misura della futura attività d’investimento, sono risultati invariati, dopo il meno 2 per cento di febbraio, rivisto al rialzo. Le consegne di questa categoria di ordini, una grandezza usata per calcolare il pil, sono aumentate dell’1,2 per cento. Gli ordini totali al netto della Difesa sono aumentati dello 0,3 per cento, per effetto del calo del 20 per cento nell’hardware destinato ai militari.

La scorsa settimana il Beige Book della Fed ha evidenziato che la crescita è rallentata da febbraio in nove dei dodici distretti, danneggiata da mercati immobiliari “anemici” e da un rallentamento nella spesa dei consumatori. Il consenso di mercato ritiene che la prossima settimana vi sarà un ulteriore calo di un quarto di punto nei tassi sui Fed Funds, dopo i 2 punti percentuali già tagliati quest’anno. La manifattura statunitense sta reggendo meglio rispetto a precedenti fasi di rallentamento: l’indice ISM manifatturiero ha toccato il minimo a febbraio, con un livello di 48,3, che è tuttavia ben superiore al valore di 42,1 toccato a febbraio 2001, un mese prima dell’inizio dell’ultima recessione. Un segno negativo nel dato di oggi è dato dal balzo delle scorte di beni durevoli (pari all’1,1 per cento, massimo quest’anno), e dal calo delle consegne. Ciò indica che, mentre l’incremento di scorte può aver contribuito alla crescita nello scorso trimestre, le aziende avranno necessità di ridurre la produzione nei prossimi mesi.

Tra i dati di oggi, particolarmente negativo è quello sulla vendita di case nuove in marzo, calate dell’8,5 per cento al passo annualizzato di 526.000 unità, da 575.000 del mese precedente ed attese poste a 580.000. Il prezzo mediano è calato del 13,3 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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