Stati Uniti – Crescita meglio delle attese, ma grazie alle scorte

L’economia statunitense è cresciuta lo scorso trimestre al passo dello 0,6 per cento annualizzato, per effetto soprattutto di un aumento delle scorte, mentre la spesa dei consumatori è rallentata, la recessione dell’immobiliare residenziale è peggiorata e l’investimento è calato. Il risultato è numericamente migliore delle stime di consenso, poste a più 0,5 per cento, ed eguaglia il dato del quarto trimestre 2007. L’ultima volta che l’economia americana è cresciuta meno, è stato nell’ultimo trimestre 2002. La spesa delle famiglie è stata, nel primo trimestre 2008, la più lenta dal 200, a causa della perdita dei posti di lavoro (meno 250.000 impieghi da inizio anno, misurati sui payrolls), degli incrementi di prezzo di alimentari ed energia e dell’ulteriore calo dei prezzi dell’immobiliare.

L’indice di prezzo del pil è cresciuto del 2,6 per cento annualizzato: peggio del 2,4 per cento del trimestre precedente ma meglio del 3 per cento stimato. L’indice delle spese per consumi personali al netto di alimentari ed energia, la misura di inflazionione preferita dalla Fed, è cresciuto del 2,2 per cento annualizzato, da 2,5 per cento. La spesa dei consumatori, che rappresenta circa il 70 per cento del pil, conferma la forte decelerazione, con un incremento annualizzato dell’1 per cento, dal 2,3 per cento del trimestre precedente.

Le aziende hanno tagliato gli investimenti fissi, calati del 2,5 per cento annualizzato, peggior risultato dal primo trimestre 2004, da più 6 per cento del trimestre precedente. La spesa per software ed attrezzature è scesa dello 0,7 per cento. L’investimento in costruzioni residenziali è diminuito del 27 per cento annualizzato, massimo dal 1981: il calo ha sottratto 1,23 punti percentuali dal pil, dopo l’1,25 per cento sottratto nel trimestre precedente. Ma è significativo che anche l’immobiliare commerciale abbia accusato una flessione (pari al 2,5 per cento annualizzato), che potrebbe rappresentare l’inizio di un trend negativo.

L’accumulo di scorte ha contribuito alla crescita per lo 0,8 per cento, circostanza che potrà determinare tagli alla produzione nei prossimi mesi, nel probabile caso in cui si tratti di accumulo involontario ed indesiderato. I costruttori automobilistici stanno proseguendo nei tagli di produzione, per fronteggiare una crisi che dura da molto tempo. Sottraendo la variazione delle scorte a quella del pil si ottiene il dato sulle vendite finali (negative per lo 0,2 per cento), il peggior risultato dal 2002.

Il commercio estero ha aggiunto lo 0,2 per cento alla crescita, dopo il più 1 per cento del trimestre precedente.

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2 Replies to “Stati Uniti – Crescita meglio delle attese, ma grazie alle scorte”

  1. Quindi , siamo di fatto in recessione, se si escludono variazioni nelle scorte – che nel migliore dei casi fungono da ammortizzatore temporaneo delle variazioni di domanda, visto che andranno prima o poi smaltite. O mi sbaglio?

  2. Io credo proprio che la recessione sia in atto. Non è questione di due trimestri consecutivi di crescita negativa. Quella è la recessione da libro di testo. E con questo criterio la recessione del 2001 non ci sarebbe stata, visto che il calo del pil fu per un solo trimestre. Conta il criterio del NBER, relativo al rallentamento/flessione delle grandezze economiche chiave. Quindi mi pare che la recessione negli Usa sia in atto.

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