Stati Uniti – Nuovi impieghi meglio delle attese in aprile

Nel mese di aprile gli Stati Uniti hanno perso meno impieghi rispetto alle attese, mentre il tasso di disoccupazione è inaspettatamente diminuito. I payrolls sono diminuiti di 20.000 unità, seguendo il calo di 81.000 di marzo, rivisto dagli originari meno 80.000 impieghi. Le stime di consenso per aprile ipotizzavano la perdita di 75.000 posti. La disoccupazione è scesa dal 5,1 al 5 per cento, a fronte di attese di un aumento al 5,2 per cento. Nei primi quattro mesi della recessione del 2001sono stati soppressi una media di 121.000 posti al mese. Il dato di oggi evidenzia anche che un rallentamento dei guadagni medi orari, in crescita dello 0,1 per cento mensile e del 3,4 per cento annuale, a fronte di attese poste a più 0,3 e più 3,6 per cento.

Le revisioni hanno sottratto ulteriori 8.000 posti dai dati di febbraio e marzo. L’ultima volta che l’economia ha perso impieghi per quattro mesi di fila è stato in corrispondenza dell’inizio della guerra in Iraq, nel 2003. La manifattura ha perso 46.000 posti, a fronte di attese per una riduzione di 35.000. Particolarmente pesante il dato delle costruzioni, con meno 61.000 posti, il dato peggiore da febbraio 2007. Nell’ambito della manifattura continua a pesare il ridimensionamento dei programmi di produzione dei costruttori di auto, soprattutto General Motors. Il settore dei servizi, che include banche, assicurazioni ristoranti e commercio al dettaglio, ha aggiunto 90.000 lavoratori, massimo dell’anno, dopo i 7000 aggiunti in marzo. La crescita è stata guidata dai servizi professionali e alle imprese, oltre a quelli sanitari ed educativi. Ancora in contrazione il settore retail, a meno 26.800, dopo il meno 19.300 di marzo.

L’ulteriore taglio dei tassi da parte della Fed, il settimo, ha portato i Fed Funds al 2 per cento. Nel dare l’annuncio, il 30 aprile, la Fed ha evidenziato tra le motivazioni il rallentamento nella spesa di imprese e famiglie, oltre a quello del mercato del lavoro. Nel frattempo il governo ha iniziato ad inviare al domicilio dei contribuenti gli assegni di rimborso fiscale, che sono parte del pacchetto di stimolo dell’economia approvato settimane addietro.

Oggi è stato pubblicato anche il dato sugli ordini di fabbrica di marzo, in crescita dell’1,4 per cento complessivo (e attese poste a più 0,2 per cento) e del 2,2 per cento al netto della componente trasporti, nuovo massimo da un anno. Rivisto al rialzo il dato di febbraio, da meno 1,3 a meno 0,9 per cento. Gli ordini di beni capitali non destinati alla Difesa, al netto dei velivoli (una proxy della futura attività d’investimento) sono tuttavia in calo dell’1 per cento. Le consegne di tali ordini, un dato utilizzato per calcolare il pil, sono aumentate dell’1,1 per cento, dopo il calo dell1,7 per cento di febbraio. Gli ordini al netto della Difesa sono cresciuti dell’1,4 per cento mentre quelli per beni non durevoli, quali prodotti agricoli e petrolio, sono balzati del 2,6 per cento, guidati in parte dai maggiori prezzi delle materie prime.

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